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Coronavirus, Vinitaly si arrende. L'evento non sarà più in aprile e viene posticipato

La più importante kermesse nazionale dedicata al mondo del vino cui partecipano circa 4.600 aziende espositrici all'inizio era stata data per certa. Ora la situazione è cambiata con i nuovi contagi avvenuti sia a Verona che nel vicino Trentino. Laezza: ''E' emerso che sono 71 le manifestazioni posticipate, 28 a carattere internazionale e 43 nazionale, e 22 quelle cancellate''

Pubblicato il - 03 marzo 2020 - 18:59

VERONA. Anche Vinitaly si arrende al coronavirus. La decisione è arrivata in queste ore ed è stata comunicata agli operatori del settore: Veronafiere ha deciso che la principale kermesse nazionale dedicata al mondo del vino non sarà più tra il 19 e il 22 aprile (come da programma) ma slitterà al 14 giugno per terminare il 17.

 

Un forte colpo al settore del vino che arriva all'indomani della decisione di far saltare anche ProWein, la fiera internazionale dei vini e liquori prevista nel mese di marzo a Düsseldorf (e con lei sono state "congelate" anche le altre iniziative in calendario quali "wire", "Tube", "Beauty", "Top Hair and Energy Storage Europe"). Ed anche la Itb di Berlino, la maggiore fiera e mercato d'affari dell'industria del turismo con oltre 180 mila visitatori tra cui 108 mila operatori dal mondo del turismo e 10 mila espositori da 180 Paesi inizialmente in calendario da mercoledì 4 a domenica 8 marzo è stata sospesa. 

 

La decisione di Veronafiere è arrivata dopo che proprio a Verona, nelle ultime ore, sono aumentati i casi di pazienti positivi al Covid-19 (QUI ARTICOLO). E quanto emerso a nord, in Trentino, con i primi 4 contagi segnalati (QUI ARTICOLO), ha di certo fatto aumentare le preoccupazioni. Oltre 4.600 aziende espositrici, più di 40 Paesi produttori, 400 eventi in 4 giorni questi i numeri di Vinitaly che inizialmente aveva confermato date e presenze con tanto di plauso da parte della ministra delle politiche agricole, Teresa Bellanova che con un Tweet aveva comunicato:"Condivido la scelta di confermare #vinitaly La difficoltà che vive il nostro agroalimentare va affrontata con scelte capaci di dare nuova forza alle imprese e ristabilire la serenità e la fiducia dei cittadini e di chi si impegna per valorizzare e promuovere il #madeinItaly". 

 

Ma la situazione è cambiata repentinamente. E ora si è preferito far slittare l'evento. “Da un’indagine effettuata presso i nostri 36 associati - comunica Giovanni Laezza, Presidente dell'Associazione Esposizioni e Fiere Italiane - è emerso che sono 71 le manifestazioni posticipate, 28 a carattere internazionale e 43 nazionale, e 22 quelle cancellate. Queste sono concentrate principalmente in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, regioni maggiormente colpite dal virus e nelle quali ogni anno hanno luogo la maggior parte delle nostre fiere. Occorre inoltre considerare che febbraio, marzo e aprile sono mesi di alta stagione per il settore con una elevata concentrazione di eventi''. Le fiere hanno una valenza enorme anche per l’occupazione e per l’indotto generato sui territori. Da una ricerca del 2018 emerge infatti che 1 euro investito nelle fiere genera 2 euro di indotto diretto e 8 euro di indotto indiretto.

 

''Siamo consapevoli dell’impatto che il rallentamento dell’attività causerà - conclude Laezza - anche perché ciascuna manifestazione si inserisce in un calendario internazionale del proprio settore di riferimento. Uscire da questo calendario, non è positivo, ma certamente la riprogrammazione di un evento rappresenta un segnale di fiducia nel futuro”.

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