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Coronavirus, saltano le principali fiere d'Europa da ProWein a quella del turismo di Berlino fino al Salone dell'auto

Si devono attutire i colpi del momento per cercare di rilanciare tutto quanto prima. Ogni anno il comparto italiano coinvolge circa 200 mila espositori e 20 milioni di visitatori, genera affari per 60 miliardi di euro, cioè il 50% delle esportazioni delle imprese che partecipano. Pellegrini (presidente di Fierecongressi): "Marzo ormai è perso. Si deve ripartire in aprile e la sfida è fornire un'Italia uscita dall'emergenza"

Di Luca Andreazza - 29 febbraio 2020 - 19:11

TRENTO. Niente ProWein, la fiera internazionale dei vini e liquori tra le kermesse più importanti del settore è stata posticipata. Una vetrina da sempre partecipata anche da moltissime realtà trentine. L'emergenza coronavirus raggiunge anche la Germania, che blocca tutte le principali manifestazioni in agenda per il prossimo mese di marzo. La società Messe Düsseldorf "congela" anche le altre iniziative in calendario quali "wire", "Tube", "Beauty", "Top Hair and Energy Storage Europe".

 

Nei prossimi giorni la società intende coordinarsi con sponsor e partner per trovare date alternative. Una decisione presa in accordo con le linee guida del governo per prevenire il rischio a fronte del propagarsi dei casi di contagio. A questo si aggiunge la situazione complicata per gli spostamenti, in particolare a livello internazionale. Non vengono presi provvedimenti per gli eventi previsti per maggio e giugno.

 

Anche la Itb di Berlino, la maggiore fiera e mercato d'affari dell'industria del turismo con oltre 180 mila visitatori tra cui 108 mila operatori dal mondo del turismo e 10 mila espositori da 180 Paesi inizialmente in calendario da mercoledì 4 a domenica 8 marzo è stata sospesa. 

 

Importanti provvedimenti sono stati presi anche in Svizzera per arginare il contagio da coronavirus. Tutti quegli eventi su larga scala e che coinvolgono oltre mille persone sono stati vietati fino al prossimo 15 marzo. Sospesa la Superleague di calcio, il salone dell'auto di Ginevra e I.c.e. St. Moritz – international concours of elegance, il più esclusivo appuntamento dell’anno con l’eleganza e la bellezza di auto classiche, vintage e da corsa che si doveva tenere nel week end sul lago ghiacciato.

 

E se gli Stati Uniti invitano la popolazione a evitare viaggi nel Belpaese se non strettamente necessari, in Italia le partite di serie A quali Juventus-Inter, Udinese-Fiorentina, Milan-Genoa, Parma-Spal e Sassuolo-Brescia sono state rinviate al 13 maggio, mentre la fiera Rho di Milano ha già deciso di annullare diversi appuntamenti. Il mondo degli eventi in Europa inizia a fare i conti con il coronavirus e le ripercussioni in campo economico rischiano di essere ancora maggiori.

 

"E' chiaramente un duro colpo per l'economia - commenta Roberto Pellegrini, presidente di Fierecongressi - le ricadute sull'immediato riguardano le prenotazioni nelle strutture ricettive e nei ristoranti, ma ci sono anche i servizi che vengono danneggiati. A Riva del Garda l'indotto raddoppia per ogni euro investito, la nostra società è leader in diversi settori ma restiamo comunque periferici rispetto ai grandi centri e quindi piazze come Berlino o Ginevra pesano in misura maggiore".

 

Si devono attutire i colpi del momento per cercare di rilanciare tutto quanto prima. Ogni anno il comparto italiano coinvolge circa 200 mila espositori e 20 milioni di visitatori, genera affari per 60 miliardi di euro, cioè il 50% delle esportazioni delle imprese che partecipano, secondo i dati di Aefi-Associazione esposizioni e fiere italiane.

 

A livello mondiale, secondo i dati Ufi nel 2018 le 32 mila fiere hanno generato un impatto economico di 275 miliardi di euro, contribuendo per 167,2 miliardi sul Pil mondiale. Un contesto nel quale il nostro Paese si posiziona al quarto posto, con un peso rilevante nell'economia italiana. "E' importante che le principali fiere di settore in aprile siano state confermate, come Vinitaly in quanto marzo ormai è da considerare perso. La sfida ora - aggiunge Pellegrini - è quella di ripartire e presentare un'Italia completamente fuori dall'emergenza sanitaria". 

 

Nel frattempo anche Fierecongressi ha dovuto posticipare alcuni eventi in ottemperanza alle disposizioni provinciale. "Recuperiamo tutto in autunno. Il calendario inizia a essere stretto ma speriamo che la situazione possa normalizzarsi quanto prima", conclude Pellegrini.

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