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| 02 mar 2020 | 15:58

Coronavirus, raddoppiati i casi nel veronese. Padrin (Belluno): ''Distanza di un metro tra le persone precauzione sufficiente a evitare il contagio''

In Veneto la situazione va stabilizzandosi in molte zone anche se i casi sono aumentati tra Padova e Verona. Il presidente della provincia di Belluno spiega: ''Questa sarà la settimana più difficile ma se ci diamo tutti una mano, possiamo uscirne senza problemi''

Coronavirus, raddoppiati i casi nel veronese
di Redazione

BELLUNO. In provincia di Belluno sono stati 3 i casi di coronavirus rilevati e allora proseguono le misure di contenimento del fenomeno per garantire la sicurezza della cittadinanza. ''Questa sarà la settimana più difficile - spiega il presidente della provincia Padrin - ma se ci diamo tutti una mano, possiamo uscirne senza problemi''. E allora ecco le regole da seguire, con la consapevolezza che le scuole rimarranno chiuse ancora una settimana e quindi tutte le principali attività resteranno in stand-by in attesa che arrivino buone notizie.

 

''È stato analizzato il testo dell’ultimo decreto del presidente del consiglio dei ministri, che contiene misure ancora più restrittive e proprio per questo difficili da controllare - prosegue il presidente della Provincia -. Fino all‘8 marzo non saranno possibili tutti quegli eventi che presuppongono l’assembramento di persone, comprese fiere e sagre. La distanza di un metro tra le persone è ritenuta una precauzione sufficiente a evitare il contagio, ma sarà complicato farla rispettare nei supermercati e nei negozi. È per questo che dobbiamo fare appello al senso civico delle persone''.

 

Insomma il Veneto resta per buona parte bloccato. Ad oggi sono saliti a 273 i contagi (secondo il bollettino diffuso dalla Regione), 8 in più rispetto alla precedente rilevazione. Di questi, 67 sono i pazienti ricoverati (3 in più). Restano due i decessi in pazienti contagiati. Il focolaio di Vo' Euganeo rimane il più consistente (con 88 casi) ma invariato rispetto a ieri; seguono per grandezza le aree di Treviso e provincia, con 72 casi (invariato), Venezia escluso Mirano (42, invariato), Padova esclusi Vo' e Limena (33, +2); quindi il focolaio di Limena (14, invariato). Raddoppiati i casi segnalati nel focolaio di Verona e provincia, con 8 positivi (+4).

 

Tra le altre aree in aumento vi è Belluno e provincia con 3 casi (+1), mentre due pazienti (+1) sono in corso di assegnazione epidemiologica. ''La situazione è in evoluzione e per i prossimi giorni dobbiamo attenerci a quanto prescritto - conclude Padrin - con un po’ di pazienza e senza farci prendere dall’ansia. Rimangono sempre valide le indicazioni di massima, di evitare affollamenti, di lavarsi spesso e bene le mani, e di chiamare il Dipartimento di Prevenzione in caso di sintomi. Un ringraziamento particolare in questo momento va a tutti i volontari che si stanno adoperando per la gestione di questa emergenza sanitaria. Esprimo vicinanza a coloro che hanno un’attività economica, che sicuramente subiranno danni economici, strutture ricettive in primis. Ma se tutti collaboreremo, la situazione rientrerà presto alla normalità''

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