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Coronavirus, Zaia: ''In Veneto attivi 22 focolai. I più importanti sono quelli di Feltre e del pulmino delle badanti moldave''

Il governatore del Veneto ha fatto il punto sull'epidemia chiedendo ai cittadini di rispettare quelle pochissime regole che ancora valgono (mascherine e distanziamento). Poi ha spiegato che verranno fatti gratuitamente e obbligatoriamente i tamponi alle badanti che rientrano dall'estero

Pubblicato il - 29 giugno 2020 - 16:30

VENEZIA. ''In Veneto ci sono ci sono 22 focolai. Se andiamo a valutare per blocchi le settimane, quella dal 25 di maggio presentava 132 focolai, quella dal 31 maggio 75 focolai e poi 56 la settimana successiva e 35 quella ancora successiva e questa 22. Non è vero, quindi, che i focolai sono aumentati ricordandoci che per noi focolaio significa due persone infette nello stesso contesto''. Luca Zaia oggi ha fatto il punto sul trend del coronavirus nella regione Veneto dopo il caso che ha raggiunto le pagine dei quotidiani nazionali di Feltre dove sono arrivate a 6 le persone trovate positive al Covid-19 (di queste 2 sono i dipendenti positivi, 2 i familiari e 2 i conoscenti).

 

''Il secondo focolaio - ha spiegato ancora Zaia - è quello definito del pulmino delle badanti moldave: qui abbiamo 8 persone che si trovavano in quel pulmino e la famiglia dove lavorava una delle badanti e quindi la figlia e la signora assistita. Per questo annunciamo che faremo i test per le badanti che arrivano da fuori. Perché le badanti? Perché vengono da fuori Stato e di fatto vivono con gli anziani e quindi per proteggere le prime e i secondi chiediamo di mettersi a disposizione quando arrivano in Italia e anche alle famiglie dove lavorano chiediamo di mettersi in contatto con l'azienda sanitaria. I tamponi verranno fatti in tempo reale e saranno obbligatori e gratuiti anche per chi arriva da fuori Europa perché in Veneto la sanità cura tutti''. 

 

Attualmente dei 22 focolai, 13 sono all'interno di nuclei familiari e 9 in strutture per anziani, ''dove il virus è in fase di remissione quasi totale - ha aggiunto il presidente del Veneto -. Sicuramente quel possiamo dire è che non dobbiamo vanificare gli sforzi fatti negli scorsi mesi. Ormai ci sono pochissime regole da rispettare: le mascherine indossate nei luoghi di assembramento e nei luoghi chiusi e poi c'è il distanziamento sociale. Abbiamo fatto un percorso importante perché se ci fossimo attenuti agli scienziati avremmo dovuto tenere tutti chiusi in casa tutti fino a novembre. Quindi a maggior ragione faccio una preghiera assoluta ai cittadini di mettersi d'impegno''. 

 

Poi un riferimento alla morte di Sabrina Bullaro la 38enne padovana affetta da fibrosi cistica morta a Tokio dove era rimasta bloccata per l'esplodere della pandemia. Zaia ha spiegato che la Regione si era adoperata per favorire il suo rimpatrio e la donna sarebbe dovuta atterrare domani al Catullo. ''Peccato però - ha detto il governatore -, purtroppo questa vicenda è finita male''. E poi la scuola per una polemica che si annuncia infinita fino alla ripresa dell'anno scolastico su mascherine sì o mascherine no (''gli esperti - ha detto Zaia - dicono tutto e il contrario di tutto''). 

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