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Coronavirus, profughi rifiutano di fare il tampone. Zaia: ''Se sono qui per fare i fenomeni li riportiamo nel loro Paese''

Per quando riguarda la pandemia in Veneto, ad oggi sono 90 scuole con almeno un positivo. Il governatore: '' Situazione sotto controllo ma si sta abbassando l'età dei contagi. Per uscire da questo casino dobbiamo indossare la mascherina''

Di Giuseppe Fin - 28 settembre 2020 - 16:34

VENEZIA. “E' una situazione deplorevole, se tu sei ospite in un Paese e ti dichiari rifugiato rispetti anche le regole che ci sono e quindi anche il piano di sanità. Se invece pensano di essere venuti qui per fare i fenomeni allora siamo pronti a riportali indietro”. Il governatore Luca Zaia è netto nel condannare i comportamenti che si starebbero registrando nell'ex caserma Zanusso, che ospita i profughi, a Treviso, dove a seguito di cinque positività emerse nei giorni scorsi, nella giornata di venerdì il Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss 2, una volta sentito anche il responsabile della struttura, si era attivato per l’esecuzione dei tamponi ai contatti. In molti, però, si sono rifiutati di fare i test.

 

Zaia utilizza parole molto dure rispetto a questa situazione: “Se vogliono essere rifugiati – ha affermato Zaia – accettino le regole. Se posso adottare un provvedimento ancora più incisivo lo faccio. Non esiste che chiedono ospitalità e vengono a dirci come fare la sanità quando loro arrivano da un Paese dove non esiste”.

Il governatore veneto è tornato quest'oggi in video conferenza anche per analizzare la situazione pandemia in regione e per parlare degli interventi che si stanno portando avanti oltre le nuove richieste di modifica dei protocolli sanitari che sono stati chiesti al Governo.

 

Ad oggi il Veneto si sta avvicinando a grande velocità verso i 2 milioni di tamponi e a 1 milione e 300 mila di test rapidi. Secondo gli ultimi dati sono 183 i nuovi positivi rispetto a ieri e sono 8611 le persone che si trovano in isolamento. Salgono a 213 le persone ricoverate con un aumento di 9 rispetto domenica. Sono 27, invece, quelle in terapia intensiva.

 

“Osservando i dati che abbiamo – ha spiegato Zaia – possiamo dire che si sta abbassando l'età e questo può essere dovuto al fatto che gli over si sono messi più in sicurezza oppure ai tanti contatti che si stanno avendo tra i giovani con i ritrovi in piazza o altro”.

 

Per il governatore non è “il caso di creare ansia ai cittadini” ma l'invito che ripete Zaia è quello di indossare la mascherina. “La mascherina è fondamentale – spiega – è l'unica indicazione che diamo e non è difficile osservarla tutti per uscire da questo casino”.

Sembra essere sotto controllo anche la situazione delle scuole. Ad oggi in Veneto ci sono 90 plessi scolastici dove si è riscontrata almeno una positività e sono 970 gli studenti in quarantena preventiva. “La situazione è sotto controllo – ha confermato Zaia – ed è interessante osservare che non stiamo parlando di un 'virus scolastico' ma che viene portato dal contesto famigliare e sociale perché i compagni dei positivi sono tutti negativi”.

 

Per quanto riguarda il settore scolastico il Veneto ha chiesto una modifica dei protocolli nazionali per rendere le procedure più veloci e efficienti. “Abbiamo chiesto – ha spiegato Zaia – che sia previsto l'uso del tampone rapido a scuola e che si possa fare a tutti gli studenti in classe assieme, in modo tale che se risultano negativi si continui lezione. Oggi invece i giovani vengono mandati a casa in isolamento fiduciario. Chiediamo infine che torni in pancia ai professionisti come medici e pediatri la facoltà di decidere se mandare a fare un tampone oppure no”.

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