Contenuto sponsorizzato

Coronavirus, Zaia: ''Primi tre casi della variante inglese in Veneto''. E' più contagiosa, pazienti isolati e massima attenzione

L'analisi fatta dall''istituto Zooprofilattico delle Venezie su cinque campioni ha rilevato in tre casi la variante inglese. I pazienti sono giovani e sono due di Treviso e uno di Vicenza 

Di G.Fin - 26 dicembre 2020 - 13:08

VENEZIA. Sono tre i pazienti trovati nelle ultime ore positivi alla variante inglese del Covid19 in Veneto. Due persone a Treviso e un'altra a Vicenza. La scoperta è stata fatta dall'Istituto Zooprofilattico delle Venezie ed è stata comunicata questa mattina in conferenza stampa dal governatore Luca Zaia e dalla direttrice dell'Istituto Antonia Ricci.

 

“Abbiamo trovato il virus inglese grazie all'istituto Zooprofilattico delle Venezie – ha spiegato Zaia – e abbiamo anche scientificamente dimostrato che il virus estivo non ha alcun collegamento con quello che avevamo nella prima fase e nella seconda”.

 

Il lavoro allo Zooprofilattico viene portato avanti da un gruppo di ricerca che ha il compito proprio di seguire il virus durante le varie fasi dell'epidemia e che mantiene stretti rapporti con l'Istituto superiore di sanità.

 

“In alcuni primi risultati dello studio – ha spiegato la dottoressa Ricci - abbiamo caratterizzato 37 virus isolati in Veneto nel mese di novembre. In questi primi virus non è stata trovata la variante inglese ma bensì 8 diverse altre varianti. Due di queste non sono state ancora rilevate in Italia e potrebbero essere caratteristiche del nostro territorio. La maggior parte appartengono comunque ad una mutazione che rende il virus più contagioso”.

 

La variante inglese è stata rilevata in questi ultimi giorni a seguito dell'analisi di 5 campioni che arrivano da pazienti che hanno avuto in qualche modo un rapporto recente con il Regno Unito e quindi sospettati di avere la variante inglese.

 

“Abbiamo messo a punto – ha spiegato la direttrice dell'Istituto Zooprofilattico delle Venezie - una metodica rapida che permette di caratterizzare le mutazione tipiche sulla proteina Spike della variante inglese. Se si tratta o meno di questa variante e le sue caratteristiche. Di questi cinque campioni, 3 sono risultati positivi ai test: 2 pazienti di Treviso e uno di Venezia”. Due sono giovani e un altro poco più di 40 anni. Avevano febbre e affaticamento e hanno effettuato un test rapido e successivamente molecolare risultando positivi. 

 

E' stata immediatamente avviata l'indagine epidemiologica e le persone positive sono state messe in isolamento e tutti i contatti stretti in quarantena. Sono stati poi mappati e seguiti in maniera molto precisa.

 

In merito alle altre varianti trovate, ha spiegato la dottoressa Antonia Ricci: “Dovranno essere approfonditi gli studi. Riscontriamo una elevata contagiosità e questo potrebbe spiegare l'elevato numero di casi visti in Veneto. Abbiamo solamente informazioni preliminari che dovranno essere approfondite meglio”.

 

Proprio nei giorni scorsi mentre l'Europa si interrogava sugli effetti della cosiddetta "variante inglese", una delle ipotesi che erano sorte  rispetto alla maggiore circolazione del virus in Veneto e nel Nord-Est si legava proprio alla mutazione proveniente da oltremanica. Ad avanzare questa ipotesi era stato anche l'ex rettore dell'Università di Trento Davide Bassi. (QUI L'ARTICOLO)

 

 

 

 

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 27 gennaio 2021
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

28 gennaio - 05:01

In una conferenza stampa a senso unico, come al solito, dove è impossibile interloquire e quindi riuscire a capire davvero qualcosa i due vertici dell'Apss hanno provato a spiegare la situazione alla luce dei dati completi mostrati da il Dolomiti in questo grafico dell'Apss. Tra le motivazioni dei troppi decessi il fatto che la popolazione trentina è particolarmente anziana. In valore assoluto, però, l'Alto Adige lo è ancora di più (il 15,6% della popolazione rispetto al 14,1% del Trentino di over 65) quindi quei 350 decessi in più non si spiegano

27 gennaio - 22:12

In particolare nel mese di novembre il Trentino è stato travolto dal contagio, ma solo una parte parziale dei dati è stato comunicato ufficialmente. L'ex rettore Bassi: " Per due mesi ci hanno raccontato che 'gli ospedali si erano riempiti perché i trentini ultra settantenni erano un po' troppo scapestrati e invece di starsene a casa, andavano in giro e si contagiavano'. Una bugia, purtroppo una delle tante"

28 gennaio - 08:24

Le ricerche fatte nell'Adige al momento non hanno portato ad alcuna novità. Intanto sono spuntati dei testimoni sul tentativo del figlio di recarsi in un autolavaggio per lavare l'auto ma è stato fermato dai carabinieri 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato