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Coronavirus, sono state trovate 19 varianti in Trentino ma non ancora quella inglese. Le analisi affidate alla Fem ma la Pat pensa di coinvolgere anche l'Istituto delle Venezie

In Tirolo (Austria) è stata rilevata invece per la prima volta la variante sudafricana del Covid-19, altri 21 tamponi riconducibili alla variante inglese. In Veneto trovate a oggi 10 varianti circolanti sul territorio da novembre scorso

Di L.A. - 24 January 2021 - 20:12

TRENTO. In Trentino sono state identificate 19 varianti principali del Covid-19 ma non ancora quella inglese o sudafricana. Le mutazioni sono già conosciute e ritenute non diverse da quelle individuate. 

 

Le analisi vengono portate avanti nei laboratori della Fondazione Mach, un processo attivato nel corso della scorsa primavera, quando Fem e Azienda provinciale per i servizi sanitari hanno ottenuto dalla Fondazione Vrt, ente per la valorizzazione della ricerca trentina un finanziamento per sequenziare il genoma del coronavirus. 

 

Nel corso di questa emergenza, i ricercatori hanno analizzato 192 ceppi di Sars-CoV-2 attraverso i tamponi raccolti tra marzo e ottobre: 19 mutazioni principali, già conosciute e che non preoccupano più di altre mutazioni a livello di sanità pubblica. Queste sequenze non hanno portato a rilevare sul territorio provinciale le varianti inglese e sudafricana. 

 

Questo non significa che però non possano circolare anche in Trentino, la sorveglianza non è regolare. Queste varianti, considerate particolarmente contagiose, sono state identificate a dicembre, anche se naturalmente non si esclude che possano aver iniziato a diffondersi qualche mese prima. 

 

Adesso la Fem è chiamata a sequenziare un'altra cinquantina di campioni raccolti tra dicembre e gennaio. Nonostante il ristretto numero di analisi, le varianti però potrebbero emergere vista l'alta diffusione anche a livello europeo. La Provincia comunque ipotizza di chiedere alla sezione di Trento dell'Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie di predisporre un protocollo per analizzare una cinquantina di campioni al mese, quelli considerati anomali.

 

In Tirolo (Austria) è stata rilevata per la prima volta la variante sudafricana del Covid-19: 5 casi riconducibili a un focolaio a Hochfuegen in Zillertal. La presenza del ceppo sudafricano è stata confermata dall'Agenzia nazionale della salute Ages. Tra gli infettati ci sarebbero soprattutto dipendenti delle funivie della valle tirolese. Altri 21 tamponi sono invece riconducibili alla variante inglese (Qui articolo).

 

Le analisi per sequenziare le varianti in Veneto sono state affidate dalla Regione all'Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie. Nelle ultime settimane è stata effettuata la sequenza del genoma completo di 8 ceppi identificati tra le province di Vicenza e Treviso tra il 2 e il 21 dicembre per un totale di 53 campioni analizzati da novembre.

 

Questi 8 virus appartengono a cinque diverse varianti, dato che porta il numero totale di lineage circolanti in Veneto da novembre a dieci. Cinque degli otto casi analizzati riguardavano persone provenienti dal Regno Unito. L’analisi condotta ha dimostrato che questi campioni appartengono ai lineage B.1.1.7 (variante inglese VUI 202012/01), B.1.1.1 e B.1.177.7. I rimanenti tre campioni appartengono ai lineage B.1.258 e B.1.177.

 

A livello nazionale il 4,6% e il 45% delle sequenze disponibili in Gisaid al 30 dicembre scorso ottenute da campioni prelevati nel periodo novembre-dicembre appartengono rispettivamente ai lineage B.1.258 e B.1.177. Le autorità evidenziano che il numero di campioni sequenziati a oggi è limitato rispetto al numero di casi positivi in Veneto e fornisce solo un’istantanea parziale delle possibili varianti circolanti nel territorio.

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