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Coronavirus, la Provincia va a caccia delle varianti e attiva la collaborazione con l'Istituto zooprofilattico delle Venezie

Un'esigenza definita nella circolare dell'Istituto superiore di sanità che ha invitato le autorità locali a potenziare la sorveglianza epidemiologica nel sistema di allerta precoce. E' stata creata una rete di laboratori che svolgeranno un'attenta attività di monitoraggio e di valutazione dei rischi connessi alle varianti del virus, anche per valutare la risposta immunitaria alla vaccinazione

Di L.A. - 29 gennaio 2021 - 15:27

TRENTO. Un sistema di allerta precoce che possa intercettare le varianti del coronavirus che circolano in Italia. E' questa l'esigenza nella circolare dell'Istituto superiore di sanità che ha invitato le autorità locali a potenziare la sorveglianza epidemiologica. A tal fine è stata creata una rete di laboratori che svolgeranno un'attenta attività di monitoraggio e di valutazione dei rischi connessi alle varianti del virus, un modo anche per valutare la risposta immunitaria alla vaccinazione.

 

Le autorità nazionali hanno evidenziato la necessità di affrontare il problema per fare rete tra i vari centri di ricerca e gli Istituti zooprofilattici per mettere a fattor comune competenze e innovazione. In questo sistema la Provincia di Trento si affida all'Istituto sperimentale delle Venezie attraverso una collaborazione dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari per potenziare le attività di diagnostica.

 

L'Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie è un ente sanitario di diritto pubblico, i cui enti cogerenti sono le Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia, così come la Provincia di Trento e quella di Bolzano

 

A oggi questo tipo di analisi sono state portate avanti nei laboratori della Fondazione Mach, i ricercatori hanno sequenziato 192 campioni per identificare 19 mutazioni principali, già conosciute e che non preoccupano più di altre mutazioni a livello di sanità pubblica. Queste sequenze non hanno portato a rilevare sul territorio provinciale le varianti inglese e sudafricana. Sono in fase di approfondimento le verifiche di un'ulteriore cinquantina di tamponi raccolti a dicembre (Qui articolo).

 

Come annunciato nei giorni scorsi, il Trentino compie un ulteriore passo e partecipa al progetto di sequenziamento del virus, coordinato dal Laboratorio nazionale di riferimento per SARS-CoV-2 all'Istituto superiore di sanità. L'attivazione del flusso dei dati partirà a febbraio, alimentando così il sistema di allerta nazionale precoce.

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