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''Cosa ti mancava di più durante il Covid?'', le risposte dei bimbi: ''Poter salutare gli amici della materna prima di andare alla primaria'' o ''Fare un pigiama party''

Sono stati restituiti i risultati dei 21.626 questionari compilati da famiglie, bambini e ragazzi nel periodo del lockdown tra il 28 aprile e il 19 maggio. A seguito dei risultati emersi verrà organizzato un webinar il 23 luglio, rivolto agli operatori di settore e presentare il Rapporto di dettaglio che sarà anche diffuso ai territori e consegnato all’assessora per ridisegnare in autunno le prossime politiche educative

Pubblicato il - 09 July 2020 - 20:32

TRENTO. Maggiori preoccupazioni per gli adulti, mancanza di relazioni da parte dei giovani e la fatica delle famiglie con bimbi in fascia 0-4 anni. Questo i dati che emergono dall'indagine della Provincia di Trento portata avanti tramite l'Agenzia per la famiglia e il Dipartimento salute e politiche sociali con il supporto scientifico della Fondazione Demarchi con Laura Ravelli e con la ricercatrice Liria Veronesi.

 

Sono stati restituiti i risultati dei 21.626 questionari compilati da famiglie, bambini e ragazzi nel periodo del lockdown tra il 28 aprile e il 19 maggio. A seguito dei risultati emersi verrà organizzato un webinar il 23 luglio, rivolto agli operatori di settore e finalizzato a orientare le future politiche a favore delle famiglie e presentare il Rapporto di dettaglio che sarà anche diffuso ai territori e consegnato all’assessora per ridisegnare in autunno le prossime politiche educative. 

 

"Il questionario - commenta l'assessora Stefania Segnana - è stato proposto per capire come le famiglie, i bambini e i ragazzi hanno vissuto questo periodo di emergenza sanitaria. Tanti i giovani che hanno risposto e questo è un dato molto importante da rilevare. Dopo il periodo di lockdown, necessario per poter limitare i contagi, abbiamo riaperto le scuole materne, i nidi e i centri estivi per poter restituire ai nostri bambini/ragazzi una sorta di vita normale, dargli la possibilità di riprendere a socializzare e stare insieme. Il nostro assessorato ora dovrà valutare i risultati per comprendere come organizzare al meglio questa nuova fase. Ora abbiamo qualche conoscenza in più del Covid e dobbiamo cercare di affrontare al meglio un eventuale ritorno. Sembra che siamo gli unici in Italia ad aver realizzato un’operazione così strutturata durante la pandemia".

 

I questionari erano strutturati per diverse categorie: profilo socio demografico, quotidianità, benessere e stili di vita, emozioni, relazioni, scuola/lavoro, soddisfazione alle iniziative messe in campo dai servizi territoriali. Complessivamente hanno risposto per la fascia 5-8 anni il 17,1%; 9-19 anni l’11,6%, superiore ai 20 anni il 2,3%.

 

"La distanza - dice la sovrintendente scolastica Viviana Sbardella - è stata una misura che ha permesso all’istituzione di tenere viva la relazione tra alunni e la scuola, certamente questa non è la scuola ideale. Avere dati oggettivi ci servirà molto per avere la misura di come è stata vissuta questa esperienza. Non è la scuola che vogliamo ma è l’unica scuola che siamo riusciti a offrire in emergenza. La volontà è che si possa da settembre fare scuola in presenza, tutti assieme".

 

Il dirigente generale dell'Agenzia per la famiglia, Luciano Malfer, ha presentato il processo messo in campo per definire questa operazione. "Due percorsi: l’ascolto tramite il questionario e l’ascolto del territorio che per noi è rappresentato dai Distretti famiglia e dai Comuni amici della famiglia".

 

Sono emersi diversi dati tra cui malesseri fisici e mentali e mancanza di relazioni, i bambini in particolare hanno fatto molta fatica, il Covid ha tolto loro contatti, relazioni, libertà di uscire, di vedere amici, insegnanti, compagni di studio e di scuola. "E' stato un processo al quale abbiamo creduto fin dall’inizio, un anello tra le istituzioni e le famiglie", spiega Annalisa Pasini del Forum associazioni familiari, mentre Natalina Mosna, Comitato provinciale Unicef, aggiunge: "Lavoriamo per far valere la Convenzione dei diritti dei bambini del 1991, tra cui ci sono l’ascolto e la partecipazione dei giovani".

 

I bimbi hanno risposto alla domanda "Cosa ti mancava di più durante il Covid?" con "poter salutare gli amici della materna prima di andare alla primaria, mi piacerebbe tornare all’asilo e andare al parco giochi, fare un pigiama party, in bici in libertà e mangiare un gelato". I ragazzi 8-19 anni invece hanno risposto alla domanda: “Cosa pensi sia importante per il futuro dopo questa esperienza?". Oltre 7.000 risposte tra cui è emerso il riuscire a mantenere un rapporto con i familiari, rispettare l’ambiente, avere siti web con news reali, attenzione alla salute, alto livello culturale nel web e diffondere messaggi di fratellanza.

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