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Gli studenti dell'Arcivescovile si schierano contro l'odio in rete e arriva la lettera di Liliana Segre: ''Spetta a voi, nuove sentinelle, l’esercizio infaticabile sulla memoria''

Gli studenti della classe terze dell'Arcivescovile  hanno scritto una lettera alla senatrice a vita per chiederle dei consigli su come affrontare i messaggi, d'odio sempre più frequenti nel mondo d'oggi. Dopo due settimane è arrivata la risposta di Liliana Segre 

Pubblicato il - 27 gennaio 2020 - 18:58

TRENTO. “Spetta a voi, nuove sentinelle, l’esercizio infaticabile sulla memoria, che è la ricucitura (imperfetta) di un percorso di guarigione civile, percorso che serve a mantenere in buona salute la democrazia”. Sono parole pesanti come macigni quelle che la senatrice a vita Liliana Segre ha voluto scrivere ai ragazzi della classe terza D delle medie dell'Arcivescovile di Trento.

 

Una risposta ad una lettera che gli studenti avevano deciso di scrivere alla Segre lo scorso novembre, in un momento in cui la senatrice era sotto l'attacco di incredibili messaggi di violenza tanto da esserle attribuita una scorta.  “I ragazzi – ci racconta la professoressa di Lettere, Federica Garzetti – già conoscevano Liliana Segre perché ne avevamo parlato nel 2018”. 

 

Lo avevano fatto riprendendo un episodio di insolita gentilezza accaduto quando era detenuta nel campo di Auschwitz. Un’infezione a una ascella le aveva provocato un ascesso, l’infermiera l’aveva inciso tagliando direttamente con le forbici dicendole: “Non svenire, perché altrimenti non so che fine fai”. Lei non svenne, però tornò alla sua baracca dolorante, triste e più sola che mai. Una ragazzina che nemmeno conosceva vedendola in quello stato, tirò fuori da un sacchettino, logoro e sporco, una fettina sottile di carota cruda, le si avvicinò e glielo regalò, in silenzio, senza chiedere alcunché in cambio.

 

“Quest'anno – racconta la professoressa – stavamo trattando il tema della violenza e dell'odio che spesso ritroviamo nei messaggi online. Era periodo in cui si discuteva dell'istituzione della commissione Segre e la stessa senatrice, era vittima di continui attacchi”.  Da qui i ragazzi hanno deciso di scriverle una lettera  perché volevano esprimerle la loro vicinanza e allo stesso tempo chiederle dei consigli su come poter affrontare un mondo d'odio come quello che stiamo vivendo ai giorni nostri, invitandola anche a Trento.

 

“Hanno mandato questa lettera senza grandi speranze di risposta – racconta l'insegnante – ma dopo due settimane, un sabato mattina, è arrivato il messaggio di Liliana Segre” . Una risposta che ha senz'altro colto di sorpresa gli studenti. Quasi una preghiera laica con parole di un significato potente.

 

Ecco il testo completo 

 

“Miei cari ragazzi e ragazze,
da oltre un anno ho rinunciato (complice l’età) alla mia missione naturale: incontrare i giovani nelle scuole. Per trent’anni ho raccontato agli studenti la “mia memoria”, perché bisogna rompere il silenzio.
Un Paese che ignora il proprio ieri non può avere un domani.
Ecco perché spetta a voi, nuove sentinelle, l’esercizio infaticabile sulla memoria, che è la ricucitura (imperfetta) di un percorso di guarigione civile, percorso che serve a mantenere in buona salute la democrazia.
Un principio formidabile, come un albero i cui principali rami si chiamano pace, eguaglianza e libertà.
Spero mi saprete perdonare per l’assenza, vi consegno idealmente il più affettuoso dei saluti ed auguri, il futuro è nelle vostre mani e la stella polare che vi guiderà si chiama Costituzione.

Un caro saluto,
Liliana”

 

 

 

 

 

 

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