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Il Codacons contro i rincari post-Covid: “Parrucchieri e meccanici applicano costi ingiustificati”

La denuncia del Codacons: “Attraverso la voce ‘tassa Covid’, che va da un minimo di 2 euro dei parrucchieri ai 10 euro dei centri estetici fino ai 40 euro richiesti dalle officine, i consumatori sono stati colpiti da vere e proprie stangate”

Pubblicato il - 05 luglio 2020 - 14:00

TRENTO. Con il lockdown ormai alle spalle sono ripartite praticamente tutte le attività, con esse però sono arrivati anche una serie di rincari e non è raro che sullo scontrino siano comparse voci come “tassa covid” o “tassa di sanificazione”. Se da un lato molte imprese hanno dovuto fare i conti con il blocco forzato imposto dal periodo di quarantena e con un rialzo delle spese legato alle nuove disposizioni entrate in vigore in materia di prevenzione, dall’altro a pagarne le conseguenze sono stati i consumatori.

 

In alcuni casi parrucchieri, barbieri, centri estetici, carrozzieri e bar hanno aggiunto delle nuove voci sullo scontrino, talvolta con rincari che si aggirano attorno a 1 o 2 euro, ma in altre situazioni questi balzelli si sono trasformati in veri e propri salassi, così come denunciato dal Codacons: “I dati sui prezzi diffusi in questi giorni danneggiano i consumatori e negano una realtà che è sotto gli occhi di tutti – punta il dito l’associazione che tutela i consumatori – i rincari post-Covid ci sono stati, a macchia di leopardo e attraverso escamotage che sfuggono alle indagini statistiche”.

 

Questa almeno l’accusa del Codacons che contesta senza mezzi termini alcune pratiche: “Affermare che in Italia non si sono verificati rincari dei prezzi in occasione delle riaperture è un insulto per migliaia di consumatori che in questi giorni hanno segnalato aumenti ingiustificati in diversi ambiti”.

 

Stando a quanto rilevato dal Codacons i consumatori sarebbero stati ingannati: “La maggior parte degli incrementi dei listini è sfuggita alle rilevazioni ufficiali perché i rincari vengono quasi sempre applicati sullo scontrino attraverso la voce ‘tassa Covid’ che va da un minimo di 2 euro dei parrucchieri ai 10 euro dei centri estetici per kit monouso obbligatori, fino ai 40 euro richiesti dalle officine per la tassa di sanificazione imposta ai clienti”.

 

Quest’ultima una pratica scorretta adottata da alcuni meccanici e carrozzieri che, quando i clienti si sono presentati in officina per il tagliando o le riparazioni, al conto hanno aggiunto il costo per un trattamento di sanificazione spacciato per obbligatorio. Secondo il presidente del Codacons Carlo Rienzi si tratta di una pratica illegale contro la quale la sua associazione si è già mobilitata presentando esposti ad Antitrust e guardia di finanza. “In sostanza – precisa Rienzi – i listini dei servizi offerti rimangono invariati, ma ai consumatori vengono applicati costi aggiuntivi che di fatto rappresentano una stangata”.

 

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