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| 01 lug 2020 | 19:48

Il Wwf diffida Fugatti sull'abbattimento dell'orso. In 60 mila firmano la petizione per il ritiro dell'ordinanza

Per l'associazione, “Le informazioni attualmente in possesso delle Autorità non possano ritenersi sufficienti a motivare l’abbattimento dell’orso, la misura di gestione più estrema prevista dal Pacobace" 

Il Wwf diffida Fugatti sull'abbattimento dell'orso
di Redazione

TRENTO. Il Wwf quest'oggi ha inviato una diffida formale al presidente Maurizio Fugatti, chiedendo la revoca dell’ordinanza sull'abbattimento dell'orso dopo l'incidente avvenuto il 24 giugno sul Monte Peller dove due persone, padre e figlio sono rimaste ferite.

 

Per l'associazione, “le informazioni attualmente in possesso delle Autorità non possano ritenersi sufficienti a motivare (dopo il suo riconoscimento e identificazione) l’abbattimento dell’orso, la misura di gestione più estrema prevista dal Pacobace (Piano d’Azione interregionale per la conservazione dell’Orso bruno sulle Alpi centro-orientali)”.

 

Nella diffida il Wwf ribadisce che, per intraprendere eventuali azioni di gestione, è necessario ricostruire la realtà dei fatti e valutare attentamente le ipotesi previste dallo stesso Pacobace, che distingue il caso di attacco di un orso che difende i piccoli o fonti alimentari dal caso di un attacco senza una preventiva provocazione da parte dell’uomo, oltre a prevedere criteri di proporzionalità tra il comportamento dell’orso e le azioni di gestione messe in campo. L’ordinanza della Pat invece considera direttamente e unicamente l’opzione abbattimento.

 

L’Associazione ricorda anche che l’eventuale abbattimento dovrebbe in ogni caso prevedere il coinvolgimento dell’Ispra e del Ministero dell’Ambiente che fino ad oggi, per quanto risulta dalle dichiarazioni del Ministro Costa, è contrario al provvedimento. “È importante ribadire - precisa il Wwf - che la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato, e l’orso è considerato specie particolarmente protetta. L’arbitraria uccisione anche di un solo esemplare può quindi configurare il reato di furto venatorio, nonché di uccisione di animale senza necessità (ai sensi dell’art. 544-bis del Codice Penale)”.

 

Nel frattempo, a supporto di questa posizione, sono al momento quasi 60.000 i firmatari della petizione online lanciata nei giorni scorsi dal Wwf sulla piattaforma change.org, nella quale si richiede il ritiro immediato dell’ordinanza di abbattimento da parte della Pat.

 

Il Wwf ritiene, inoltre, che sia arrivato il momento per la costituzione di un tavolo tecnico di lavoro per rivedere il Pacobace affinché, pur garantendo il massimo livello di tutela per la sicurezza della persone che vivono e frequentano l’area di presenza dell’orso, preveda tuttavia opzioni di gestione “meno estreme” e semplicistiche in caso di situazioni problematiche, dando la priorità al monitoraggio intensificato con collari Gps ed altri metodi non letali. A tal fine, il Wwf si rende pienamente disponibile per incontrare i responsabili della Provincia, insieme agli esperti di Ispra e Ministero, per individuare insieme criteri sempre più adeguati, ricordando che l’accettazione si costruisce giorno per giorno con la prevenzione e l’informazione, e non con qualche abbattimento.

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