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| 30 mag 2020 | 13:16

Incontro-scontro sui mercatini di Trento, la versione di Carollo: “È stato il Comandante Giacomoni a spingermi con forza”

Carollo avverte il comune di Trento: “Vi invito a presentare le vostre scuse formali, un vostro comunicato stampa di rettifica delle notizie false che sarebbero state da voi diffuse e a proporre opportuni rimedi ai danni arrecati al sottoscritto. Diversamente sarò costretto a far valere i miei diritti attraverso ogni mezzo legale”

Incontro-scontro sui mercatini di Trento, la versione di Carollo: “È stato il Comandante Giacomoni a spingermi con forza”
Foto scattata prima dell'emergenza coronavirus
di Redazione

TRENTO. Ormai la notizia è di dominio pubblico, secondo una prima ricostruzione il noto dj e organizzatore di eventi Agostino Carollo, avrebbe messo le mani addosso al comandante della polizia locale di Trento Lino Giacomoni. È stato lo stesso sindaco del capoluogo Alessandro Andreatta a riportare: “Sono a conoscenza di quanto avvenuto. Ho sentito il dirigente e il comandante adesso sarà l'avvocatura a definire i passi successivi e come procedere una volta definita la questione”.

 

Carollo però non ci sta a passare dalla parte del torto ed è andato al contrattacco, dando la sua versione della vicenda: “Mercoledì 27 maggio 2020 verso le ore 15.45, previo appuntamento, ho incontrato il Giacomoni nella sala riunioni al 2° piano della sede della Polizia Municipale di Trento a proposito del rilascio della concessione di occupazione suolo pubblico per la manifestazione Mercatini d'Autunno e di Natale Trento 2020, chiesta il 27 novembre 2019 e non ancora rilasciata”.

 

La discussione sarebbe poi degenerata tanto che il dj avrebbe contatto i carabinieri “poiché Giacomoni non rispondeva alle mie domande”, la spiegazione. Secondo quanto sostenuto da Carollo ci sarebbero anche dei video in grado di confermare la sua ricostruzione: “Come si vede chiaramente nel video, è stato Comandante Giacomoni che, anziché attendere la pattuglia dei carabinieri il cui arrivo era stato confermato poco prima dalla Centrale Operativa, all’improvviso si è avvicinato a me che ero fermo ed appoggiato con la mia schiena alla parete in vetro della sala riunioni a oltre 3 metri di distanza da lui. È stato Giacomoni a spingermi con forza, mettendo il suo braccio sotto il mio mento e colpendomi con il suo polso al collo, facendomi quasi cadere”.

 

Carollo quindi, ritiene di essere la vittima anziché l’aggressore: “Il contatto fisico provocato da Giacomoni, in piena emergenza Covid-19, potrebbe anche avere compromesso la mia salute e pone a rischio quella dei miei familiari e dei miei collaboratori sul lavoro. Ciò mi ha costretto da mercoledì a prendere ulteriori precauzioni per evitare possibili contagi ostacolando di conseguenza la mia attività lavorativa e la mia vita famigliare, con gravissimo danno”.

 

Di qui la minaccia di intraprendere azioni legali, con Carollo che pretende “entro le 15 di oggi” le scuse formali dell’amministrazione e un comunicato stampa di rettifica delle notizie riporta dai giornali in questi giorni, oltre a proporre quelli che vengono definiti “opportuni rimedi” ai danni che il dj avrebbe subito. “Diversamente – conclude Carollo – sarò costretto a far valere i miei diritti attraverso ogni mezzo legale”.

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