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Infiltrazioni mafiose, dissequestrati vigneti e fabbricati in Sicilia del Gruppo Mezzacorona

E' stato annullato il sequestro dei terreni e degli edifici delle società Solsicano e Villa Albius. E' stata accolta l'istanza presenta dal gruppo di Mezzacorona ma ora la Procura può fare ricorso in Cassazione 

Pubblicato il - 30 aprile 2020 - 09:21

TRENTO.Il Tribunale del Riesame di Trento ha annullato il sequestro di vigneti e fabbricati, per il valore complessivo di 70 milioni di euro, della Cantina Feudo Arancio che appartiene al gruppo trentino Mezzacorona e si trova a Sambuca di Sicilia.

 

I sigilli erano stati posti il 6 marzo scorso e il quadro indiziario ha riportato le fiamme gialle a seguire la pista dell'infiltrazione mafiosa nel sistema trentino (QUI LA VICENDA. A loro volta gli avvocati Vittorio Manes e Luigi Olivieri avevano immediatamente presentato istanza in tribunale per il dissequestro di vigneti e delle strutture. Una istanza che ieri il tribunale ha accolto.

 

Il 6 marzo era arrivata la notizia che il Gruppo di investigazione sulla criminalità organizzata (G.I.C.O.) di Trento avrebbe ricostruito gravi indizi di responsabilità a carico di soggetti del gruppo societario trentino che, con due operazioni contrattuali collegate tra loro, hanno acquisito beni immobili in Sicilia, inizialmente di proprietà dei noti cugini Salvo (Ignazio e Antonino detto “Nino”, uomini d'onore della famiglia di Salemi, Trapani, del mandamento di Mazara del Vallo), pervenuti ai venditori attraverso il reato di associazione a delinquere di tipo mafioso commesso dai propri danti causa.

 

Secondo le indagini la componente mafiosa avrebbe avuto come scopo quello di riciclare delle risorse liberandosi di beni immobili ricevuti e gestiti attraverso attività criminali per sottrarli a misure cautelari reali e per investire il ricavato.

 

L'indagine condotta delle forze dell'ordine e dalla Procura aveva permesso di appurare che tra il 2000 e il 2005 è stata posta in essere una operazione commerciale, attraverso la quale sono state acquisite le due tenute siciliane dalla precedente proprietà mafiosa per ottenere i terreni e gli edifici pertinenziali precedentemente individuati come funzionali ai progetti di sviluppo del Gruppo trentino.

 

Il gruppo vitivinicolo trentino fin dall'inizio ha sempre respinto le accuse. Ora il Tribunale di Trento, come già detto, ha accolto il ricorso presentato dai due legali. E' stato quindi annullato il sequestro di 900 ettari di vigneti e diversi fabbricati per un valore di oltre 70 milioni di euro. Insieme al reato, infatti, è venuta meno l'aggravante di aver “agevolato l'organizzazione mafiosa Cosa Nostra”. Venendo meno il reato di associazione mafiosa cade anche quello di riciclaggio.

 

La vicenda, però, potrebbe non essere chiusa. La procura, infatti, potrà valutare se fare ricorso in Cassazione e le indagini proseguono.

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