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L'ombra delle ecomafie nel nord est, bloccato un traffico di rifiuti illeciti. Arresti in Veneto, Friuli Venezia Giulia ma anche in Campania

Una maxi operazione di traffico internazionale di rifiuti. Le indagini sono partite dal sequestro di un capannone industriale a Mossa, stracolmo di rifiuti Dalle prime risultanze è emerso che sarebbero state smaltite illecitamente circa 4.500 tonnellate di rifiuti speciali

Di gf - 19 May 2020 - 19:13

BELLUNO. Erano riusciti a mettere in campo un sistema che gli ha permesso di smaltire circa 4.500 tonnellate di rifiuti speciali. Si tratta di “balle reggiate” e di rifiuti plastici provenienti da un impianto di recupero di una società bellunese e da un’area dismessa in Borovnica (Slovenia), abbandonati all’interno di un capannone isontino nel quale entravano attraverso un varco d’accesso laterale per fare gli scarichi abusivi in piena tranquillità. Il trasporto avveniva con i camion messi a disposizione da aziende di trasporto compiacenti slovene.

 

E' una maxi operazione congiunta in materia di traffico di rifiuti quella che è stata condotta dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Gorizia, dal Ros Carabinieri e dal Gigo della Guardia di Trieste, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia.

 

Alle prime ore dell’alba, i Carabinieri e la Guardia di Finanza hanno eseguito nelle provincie di Gorizia, Napoli e Belluno, sei misure di custodia cautelare personale disposte dal Gip. di Trieste, su richiesta del dottor Antonio Miggiani della Direzione Distrettuale Antimafia di Trieste, nei confronti di altrettanti soggetti, ritenuti responsabili di aver preso parte ad un’attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti a carattere transnazionale.

 

Sono state messe in campo numerose perquisizioni in Friuli Venezia Giulia, Veneto e Campania, al fine di recuperare la documentazione necessaria a ricostruire l’esatta provenienza dei rifiuti.

 

L’attività investigativa è stata portata avanti anche con l'utilizzo di un drone che ha permesso di seguire i vari scarichi dei rifiuti che avvenivano quasi sempre all'alba. Nonostante le difficoltà, l’attività di osservazione realizzata ha permesso di seguire ogni movimento degli automezzi, dal loro ingresso in Italia sino al sito di smaltimento finale dei rifiuti.

 

E' di circa un milione di euro il sequestro preventivo di beni nella disponibilità degli indagatiIl G.I.P., nel motivare le esigenze cautelari, ha, inoltre, ricollegato la vicenda al diffuso fenomeno delle eco-mafie, sottolineando il fumus della presenza della criminalità organizzata ed il particolare livello di pericolosità.

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