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Manca un'aula e il Clil Bresadola rischia di saltare, Provincia e Comune si attivano per risolvere la questione e trovare gli spazi

In via Gilli poi una delegazione era stata accolta dai vertici del Dipartimento e la Provincia aveva scaricato la responsabilità su palazzo Thun, tanto che il consigliere comunale Andrea Maschio (Onda Civica), presente al sit in, aveva inviato subito un'interrogazione per chiedere i chiarimenti del caso. Verrà attivato un tavolo per trovare una soluzione in tempo

Di Luca Andreazza - 14 febbraio 2020 - 16:03

TRENTO. L'aula verrà trovata e il progetto Clil Bresadola potrà essere salvato. Dopo il sit in di protesta di mercoledì 12 febbraio di una quarantina di famiglie dell'associazione LivEnglish in via Gilli a Trento davanti al Dipartimento della conoscenza (Qui articolo), le amministrazioni comunali e provinciali hanno impiegato più o meno 24 ore per trovare una quadra e avviare tutte le procedure per risolvere il problema.

 

Le iscrizioni hanno, infatti, superato la soglia minima richiesta di 36 iscritti per l'attivazione di una seconda classe medie bilingue Bresadola. Una questione prettamente logistica che impedisce all'istituto di accogliere studenti provenienti dalla scuola primaria del medesimo istituto, i quali semplicemente chiedono di proseguire e concludere il ciclo dell'esperienza del percorso bilingue. Il risultato? Il 35% degli iscritti si vede ora rifiutata la possibilità di proseguire per questioni logistiche.

 

In via Gilli poi una delegazione era stata accolta dai vertici del Dipartimento e la Provincia aveva scaricato la responsabilità su palazzo Thun, tanto che il consigliere comunale Andrea Maschio (Onda Civica), presente al sit in, aveva inviato subito un'interrogazione per chiedere i chiarimenti del caso. 

 

"E' evidente - dice l'assessora Chiara Maule - che non si possa interrompere un'esperienza per motivi logistici. La competenza è della Provincia che si è presa in carico la questione, mentre come Comune cerchiamo di fare la nostra parte. Abbiamo immediatamente attivato un tavolo di confronto con piazza Dante e l'Istituto per valutare la situazione complessiva. Alle Bresaola non ci sono effettivamente spazi, ma siamo pronti per trovare un'altra aula per permettere di eventualmente attivare la seconda classe".

 

E' arrivata anche la precisazione della Provincia. "Va premesso - spiega piazza Dante - che la problematica è stata oggetto di costante attenzione da parte dell'Istituto all'interno del quale si è avviato, dallo scorso anno, un percorso trasparente, partecipato e condiviso per la definizione dei criteri di formazione delle classi bilingue. La possibilità di attivazione di una seconda classe è stata fin dall'inizio subordinata al raggiungimento di un numero minimo di iscritti, della valutazione della disponibilità di spazi interni, considerata la capacità ricettiva della scuola la cui capienza massima è fissata in 8 sezioni e dell'autorizzazione da parte dell'amministrazione provinciale, relativamente alla copertura degli oneri finanziari e della possibilità di reclutare i docenti idonei".

 

Un percorso si è concluso a dicembre con la comunicazione e la pubblicazione degli studenti ammessi alla classe, percorso di cui tutti i genitori sono stati tempestivamente informati. "Si è cercato di valutare la problematica sotto tutti i diversi aspetti e in questo senso - prosegue la Provincia - si è condiviso che la questione non può essere ridotta esclusivamente alle condizioni logistiche, tanto che il Comune potrebbe disporre di uno spazio idoneo presso altro istituto della città. Si tratta, invece, di una problematica che coinvolge una pluralità di aspetti, in particolare legati alla programmazione scolastica, all'organizzazione didattica e alla sostenibilità finanziaria". 

 

Le istituzioni al tavolo hanno condiviso la necessità di avviare un confronto per verificare le condizioni per un futuro ampliamento dell'offerta formativa bilingue, anche in altre zone della città. Intanto nell'impossibilità di attivare fin da subito una seconda classe bilingue, l'Istituto ha comunque confermato la propria disponibilità ad accogliere gli undici alunni oggi esclusi nei corsi Clil della scuola Bresadola.

 

"E' inaccettabile che un progetto venga portato avanti dal centrosinistra senza programmazione. E' inaccettabile che il centrodestra provinciale non riesca a risolvere la questione è finisca per dare la colpa al Comune. E' un progetto importante e efficace che deve essere portato avanti. La scelta di correre da soli è quella giusta", commenta Maschio.  

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