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| 14 feb 2020 | 20:00

Manca un'aula e il Clil Bresadola rischia di saltare, i genitori: ''Ci hanno sempre parlato di raggiungere le iscrizioni. Solo ora scoprono altre criticità?''

Dopo il sit-in di mercoledì scorso, arriva un'altra reazione dei genitori a seguito della nota congiunta di Provincia, Comune di Trento e Istituto Comprensivo Trento 5. L'associazione: "C'è sdegno e smarrimento. Abbiamo operato con grande impegno e lealtà insieme all’istituzione nel contribuire a raggiungere i requisiti condivisi e necessari all’avvio della seconda classe e ora ci sentiamo traditi"

Manca un'aula e il Clil Bresadola rischia di saltare, i genitori: Ci hanno sempre parlato di raggiungere le iscrizioni

TRENTO. "Indignazione e sconcerto", non usano tanti giri di parole i genitori dei bambini delle classi quinte bilingue delle scuole elementari Sanzio e Gorfer di Trento, riuniti nell'associazione LivEnglish e promotori mercoledì 12 febbraio di un sit-in al Dipartimento provinciale per l’istruzione di via Gilli (Qui articolo).

 

La reazione arriva dopo la nota congiunta di Provincia, Comune di Trento e Istituto Comprensivo Trento 5 (Qui articolo). Nel mirino in particolare la questione dell’attivazione di una seconda classe media bilingue alle scuole Bresadola di Trento e il passaggio “non può essere ridotta esclusivamente alle condizioni logistiche, tanto che il Comune potrebbe disporre di uno spazio idoneo presso altro istituto della città. Si tratta, invece, di una problematica che coinvolge una pluralità di aspetti, in particolare legati alla programmazione scolastica, all'organizzazione didattica e alla sostenibilità finanziaria".

 

I genitori non ci stanno"E' sempre stato sottolineato - ribattono - che l’accoglimento della seconda classe era condizionato al raggiungimento del numero di iscritti e alla disponibilità degli spazi previsti dai criteri di formazione delle classi bilingue: queste precondizioni sono state ora raggiunte, come confermato dalla nota. Solo ora invece sono state evidenziate le ulteriori criticità legate alla programmazione scolastica, all'organizzazione didattica e alla sostenibilità finanziaria per l’avvio della seconda classe".

 

I genitori dei bambini di tutto il percorso bilingue manifestano un ulteriore malessere. "C'è sdegno e smarrimento. Abbiamo operato con grande impegno e lealtà insieme all’istituzione nel contribuire a raggiungere i requisiti condivisi e necessari all’avvio della seconda classe e ora, per queste ragioni, ci sentiamo traditi".

 

L’associazione LivEnglish spera che “le istituzioni al tavolo hanno condiviso la necessità di avviare al più presto un confronto per verificare le condizioni per un futuro ampliamento dell’offerta formativa bilingue, anche in altre zone della città” si trasformi in un impegno concreto a partire dall’anno scolastico 2021/22 e non rimanga solo una dichiarazione d’intenti con il rischio di ripetere nuovamente questa situazione.

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