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Manca un'aula e il Clil Bresadola rischia di saltare, Bisesti: ''Compito dell'istituto trovare soluzioni adeguate''. Degasperi: ''Risposta imbarazzante''

La Provincia aveva in un primo momento in un qualche modo scaricato le responsabilità sul Comune di Trento, ora sull'istituto comprensivo Trento 5. Degasperi: "Incredibile che piazza Dante chiami ancora sperimentazione un progetto che dura da 12 anni"

Di Luca Andreazza - 04 marzo 2020 - 22:47

TRENTO. "E' compito dell'istituto individuare adeguate scelte di programmazione, logistiche e organizzative che risultino anche finanziariamente sostenibili per attivare una seconda sezione di questo tipo". Così l'assessore Mirko Bisesti sulla vicenda che riguarda il Clil Bresadola, che aggiunge: "Seconda sezione che non si può improvvisare perché implica risorse di personale insegnante e finanziarie".

 

Le prime mosse di questa vicenda risalgono a metà febbraio, quando i genitori delle classi quinte bilingue delle scuole elementari Sanzio e Gorfer, riuniti nell'associazione LivEnglish, si sono radunati per manifestare all'esterno del Dipartimento provinciale per l'istruzione di via Gilli. Manca un'aula e tutto rischia di saltare. Ricevuti dai vertici istituzionali, la Provincia aveva in un primo momento in un qualche modo scaricato le responsabilità sul Comune di Trento (Qui articolo), tanto che il consigliere comunale Andrea Maschio (Onda Civica), presente al sit in, aveva inviato subito un'interrogazione per chiedere i chiarimenti del caso. 

 

Successivamente Provincia, Comune e Istituto comprensivo Trento 5 si erano seduti intorno a un tavolo per trovare una soluzione (Qui articolo). Una comunicazione che aveva scatenato "Indignazione e sconcerto" tra i genitori, soprattutto per il passaggio: “non può essere ridotta esclusivamente alle condizioni logistiche, tanto che il Comune potrebbe disporre di uno spazio idoneo presso altro istituto della città. Si tratta, invece, di una problematica che coinvolge una pluralità di aspetti, in particolare legati alla programmazione scolastica, all'organizzazione didattica e alla sostenibilità finanziaria" (Qui articolo).

 

E se palazzo Thun un'aula la può trovare, la competenza primaria resta in capo alla Provincia che ribadisce alcune criticità, ma questa volta sembra scaricare le responsabilità sull'istituto. Il consigliere provinciale Filippo Degasperi ha chiesto in Aula se la seconda classe bilingue alle medie Bresadola sarà attivata nel corso dell'anno scolastico 2020/21 o se ci sono ragioni che impediscono il proseguimento in questo istituto del percorso didattico attivo da 12 anni alle scuole elementari Sanzio e successivamente esteso anche alle Gorfer. 

 

"Il tema della seconda sezione bilingue alle Bresadola è oggetto di attenzione da parte della Giunta anche perché si tratta di una sperimentazione", dice l'assessore Bisesti che aggiunge appunto: "Spetta però all'istituto individuare adeguate scelte di programmazione, logistiche e organizzative che risultino anche finanziariamente sostenibili per arrivare ad aprire anche una seconda sezione di questo tipo. Seconda sezione che non si può improvvisare perché implica risorse sia di personale insegnante sia finanziarie".

 

Insomma, tutto sembra dipendere dall'istituto, anche se poi restano da portare avanti eventuali approfondimenti a livello di personale insegnante e finanziarie. "Una risposta imbarazzante - commenta Degasperi - per una Provincia autonoma che vuole fare della scuola uno dei cardini del proprio agire. Che si dica che il problema riguarda l'istituto e le condizioni logistiche per una sola classe e non per l'intera scuola non è credibile. Per l'attivazione di questo corso bilingue bastano 36 domande, che ci sono, e spazi in cui ospitare la classe, per reperire i quali basta un container e il parere favorevole dell'amministrazione provinciale. Incredibile che chiamino ancora sperimentazione un progetto che dura da 12 anni".

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