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Mauro Rostagno è stato ucciso dalla mafia. Ergastolo per il boss Virga mandante dell'omicidio. Rimane un mistero l'esecutore, Boato: ''Una mezza verità''

Ieri la Cassazione ha confermato la sentenza di primo grado con l'ergastolo a Vincenzo Virga ritenuto mandante dell'uccisione del giornalista ma è stato assolto Vito Mazzara

Foto tratta da wikipedia
Di G.Fin - 28 novembre 2020 - 09:38

TRENTO. Avevano bisogno di mettere a tacere una voce che rischiava di danneggiare i loro affari, quelli delle cosche che si intrecciavano anche con uomini di potere. Ieri, a 32 anni dall'uccisione di Mauro Rostagno, la Cassazione ha confermato che ad ammazzarlo è stata la mafia.

 

Resta però un mistero, purtroppo, chi fu a sparare con i due fucili utilizzati.  La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza d'appello del 2018: ergastolo per il mandante, il boss mafioso, Vincenzo Virga e assolto Vito Mazzara dall'accusa di essere il killer. Il Pg della Suprema Corte aveva chiesto di annullare proprio quest'ultimo proscioglimento. 

 

L’accusa era convinta che a impugnare il fucile, spezzato dalle esplosioni, fosse stato proprio Vito Mazzara, capomafia di Valderice: sembravano portare a lui e a un suo parente biologico non identificato le tracce di Dna ritrovate nell’arma. In appello, i legali
di Mazzara hanno messo in discussione l’affidabilità degli esami scientifici. E la corte ha poi optato per l’assoluzione ribaltando il giudizio di primo grado.

 

Il giornalista Mauro Rostagno in Trentino aveva studiato all'Università di Trento ai tempi del Sessantotto. Fu assassinato nel 1988 per la sua attività di denuncia pubblica contro la criminalità organizzata e la corruzione politica a Trapani.

 

Rostagno, dopo gli studi a sociologia a Trento e gli anni della contestazione era arrivato a Trapani per fondare la comunità di Saman per tossicodipendenti. Con i suoi interventi e le inchieste per Rtc, il giornalista-sociologo era diventato un bersaglio per Cosa Nostra.

 

Vito Mazzara si trova comunque in prigione dove sconta l’omicidio dell’agente di custodia Giuseppe Montalto, avvenuto nel 1995.

 

La figlia di Rostagno, Maddalena, attivista antimafia, oggi ha 47 anni ed era una ragazzina adolescente quanto le uccisero il padre. Sui social negli scorsi giorni aveva scritto: “Confermata la Cassazione per il 27 novembre. Dopo trentadue anni senza di te, a raccogliere tutta la merda e l'oro che ne è scaturito, l'atto finale me lo vivrò chiusa in cameretta e non in un'aula di tribunale. Papà potessi raccontarti cosa stavo facendo quando mi è stata confermata, neanche Kafka, sempre le solite storie di ego smisurato e piccioli. Madonna mia quanto avrei bisogno di respirare adesso con te accanto” .

 

Ad intervenire sulla vicenda anche Marco Boato. “Quello del nostro amato Mauro Rostagno è stato un omicidio di mafia, questa è la principale verità. Ma un omicidio con mandante e senza esecutore. E questa è una mezza verità. La mia vicinanza con tutto il cuore a Maddalena e a Chicca. Mauro è sempre nei nostri ricordi e nel nostro cuore. Con molta tristezza per la sua morte violenta, con molta gioia per averlo conosciuto”.

 

 

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