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Petizione per il vaccino al coronavirus obbligatorio, sui social insulti e complottismo. Oliari: ''E' l'unico modo per tornare alla normalità e salvare i più fragili''

Il candidato di +Italia Viva, infermiere in Rsa, avverte di non sottovalutare il virus "all'inizio la questione è stata presa sottogamba, se dovesse arrivare una seconda ondata dovremo essere pronti a salvaguardare le persone più fragili'' e a chi ha denigrato la proposta del suo partito dice: ''Parlano così perché non hanno visto con i loro occhi i danni terribili che può causare il Covid''

Di Rebecca Franzin - 15 August 2020 - 14:28

TRENTO. "Non possiamo continuare a tenere gli anziani chiusi nelle Rsa come se fossero agli arresti domiciliari, perché sono anche loro persone con una loro storia e dignità. Hanno il diritto di vedere i familiari, ma questo si potrà fare solo una volta che saremo in grado di garantire la loro salute". Questo è Enrico Oliari, infermiere di Rsa e candidato alle comunali con +Italia viva, che durante l'emergenza coronavirus è stato testimone degli effetti devastanti del Covid sugli anziani.

 

E' uno dei sostenitori più convinti della petizione online lanciata dal suo partito, Italia Viva, a livello nazionale e dopo aver letto alcuni commenti da parte di quelli che lui definisce no-vax e sovranisti, letti anche sotto l'articolo de il Dolomiti che raccontava della raccolta firme per rendere obbligatorio il vaccino anti-Covid da subito, è rimasto basito.

 

 

 

 

Insulti, frasi sconnesse (cliccare qui sopra per entrare nella pagina Facebook), che dimostrano come per molti non sia ancora ben chiaro cosa sia successo pochi mesi fa in Italia e cosa sta succedendo ancora adesso nel nostro Paese e in tutto il mondo. La più grande crisi dal dopoguerra ad oggi, sia in termini di vittime che in termini economici, con possibili, ulteriori peggioramenti a partire dalle prossime settimane sembra non scalfire questi utenti. La preoccupazione di Oliari è che la Provincia, per assecondare certi facili pensieri, commetta nuovamente l'errore di sottovalutare la pericolosità del virus.

 

"All'inizio l'emergenza è stata gestita male e questo ha fatto sì che la situazione, nelle nostre Rsa, diventasse così grave - spiega Oliari -. Quando la Lombardia era in zona rossa da noi era tutto aperto, ed invitavamo la popolazione a venire in vacanza qui. E poi l'incredibile proposta dell'assessora Segnana di far entrare un parente per ospite quando già la situazione stava diventando drammatica''. Una volta trovato un vaccino, renderlo obbligatorio per tutti contribuirebbe a ridurre il numero di infetti e permetterebbe un ritorno alla normalità.

 

Ma prima bisognerà arrivarci al vaccino: la corsa è in atto (qui vi raccontavamo tramite due esperte del Cibio lo sforzo mondiale che si sta compiendo, senza precedenti nella storia) che in una sorta di sequel della corsa agli armamenti sta smuovendo il panorama internazionale, con vari Stati che sperano di aggiudicarsene la paternità. Alcune fonti parlano di una nuova scoperta in Russia, ma la comunità internazionale non si è ancora espressa riguardo della veridicità di queste dichiarazioni e il Paese guidato da Putin non brilla per affidabilità e concretezza.

 

"C'è una fortissima tendenza a politicizzare questa malattia - prosegue Oliari - soprattutto sui social: improvvisamente siamo diventati 60 milioni di virologi, ma questo non è un virus con il quale si può scherzare o fare politica, qui si parla di scienza, di vita e di morte. Quanto ai commenti di chi sostiene che il virus non esiste e che si tratti di un complotto credo siano persone totalmente fuori di sé, parlano così perché non hanno visto con i loro occhi i danni terribili che può causare il CovidNoi siamo preoccupati all'idea di una seconda ondata, per questo abbiamo lanciato la petizione solo così potremo salvaguardare le persone più fragili e tornare tutti a una vita normale''. 

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