Povertà, a Trento un centinaio le persone finite in strada. Non hanno più un luogo dove dormire. Le associazioni contro la Provincia: ''Una vergogna, stanno facendo la guerra ai poveri''
Questo pomeriggio è previsto un incontro in videoconferenza tra associazioni e istituzioni per cercare di mettere in campo delle soluzioni. Intanto, però, già ieri in tanti sono finiti in strada

TRENTO. “Una vergogna buttare in strada queste persone tra l'altro nel fine settimana che è tutto chiuso e in prossimità del 2 giugno” continuano le critiche nei confronti della Provincia per lo stop a numerosi posti di bassa soglia per l'accoglienza dei senzatetto. A partire dalla scorsa notte sono oltre un centinaio le persone costrette a dormire in strada dopo la decisione della Provincia di non prorogare la riapertura delle strutture invernali e dei posti extra messi in occasione dell'emergenza sanitaria coronavirus.
Nei giorni scorsi il Comune di Trento, attraverso l'assessora Mariachiara Franzoia si era mosso per cercare di arrivare ad un soluzione prima che le strutture venissero chiuse. Purtroppo però non si è mosso nulla e solamente sabato sul tema dei servizi per persone senza dimora si è svolto un incontro in videoconferenza tra l'assessora provinciale alle Salute e Politiche Sociali Stefania Segnana e l'assessora alle Politiche Sociali del Comune di Trento Mariachiara Franzoia e la Fondazione Comunità Solidale per fare il punto sulla situazione attuale, alla luce dell'evoluzione della gestione dell’emergenza.
Un incontro che però, di concreto non ha portato a nulla ma solamente la decisione di convocare per questo pomeriggio il Tavolo Inclusione, composto da tutte le realtà a vario titolo coinvolte nel sistema di accoglienza.
Un tavolo dove saranno approfondite e individuate le modalità di prosecuzione degli interventi per il periodo estivo, definendo le priorità di intervento e idonei spazi e strutture, nonché le modalità organizzative ed operative necessarie.
Da ieri, intanto, in tanti dormono in strada.













