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Scuola, 5 giorni per capire se è Covid o raffreddore, i sindacati: ''Laboratori tamponi in affanno. Servono più risorse e si sperimentino i test rapidi''

Mentre è di questi giorni la notizia che il ministero della salute sta per dare indicazione di usare i test antigenici (con esito a 20/30 minuti) nelle scuole e nel Lazio sono già partiti da ieri (il Veneto è pronto a farlo) in Trentino da settimane ci si vanta dei tanti tamponi che si fanno (salvo poi ieri uscire con 200 tamponi in 24 ore) ma ora con il cambio di stagione quei numeri non possono bastare

Di Luca Pianesi - 29 settembre 2020 - 13:20

TRENTO. ''L'ordinanza è imminente, il ministro Speranza ha già detto che bisogna passare ai test rapidi a scuola''. Questa la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa a ''Radio Anch'io'' questa mattina su Rai Radio 1. Il tutto mentre proprio ieri nel Lazio sono partiti i test antigenici rapidi nelle scuole e il Veneto si appresta a farli a sua volta. In Trentino, al momento, tutto sembra fermo e ci si affida solo ai tamponi vantandosi ogni giorno dei buoni numeri che la Provincia di Trento riesce a mettere in campo (circa 2.000 tamponi quotidiani salvo poi, magari, come successo ieri, crollare a 200 in 24 ore).

 

Numeri che potevano funzionare a tenere sotto controllo l'epidemia in estate (anche se non hanno impedito lo sviluppo di focolai molto grandi nei settori più prevedibili, quali quelli dei macelli e della logistica), con pochissimi sintomatici in circolazione, una bassa carica virale e la possibilità, per i cittadini, di vivere buona parte delle loro attività all'aperto. Ora le cose sono destinate a cambiare drasticamente con l'arrivo del freddo e dei primi malanni stagionali e, come raccontato da ilDolomiti questa mattina, la situazione per certi versi deve già mettere in allarme il sistema. Alla famiglia che ha raccontato la sua esperienza al nostro giornale ci sono voluti 5 giorni per avere la conferma che la loro figlia aveva avuto un raffreddore e non aveva il coronavirus e un totale di 7 giorni di isolamento (con conseguente messa in stand-by dal lavoro per i genitori).

 

Situazioni di questo tipo nei prossimi giorni e mesi si moltiplicheranno sempre di più e il sistema sanitario (almeno quello legato all'analisi dei tamponi) rischia di entrare in grande difficoltà. Servono allora, per quanto possibile, test rapidi, veloci e il affidabili possibile per evitare che le scuole, inevitabilmente, chiudano una classe dietro l'altra. L'appello, allora, arriva anche dai sindacati. Per Cgil Cisl Uil è importante continuare a fare tanti tamponi e test sierologici, ma è altrettanto importante che i risultati dei test vengano resi noti in termini rapidi.

 

''Oggi - spiegano - i laboratori sono in affanno per l’aumento delle richieste di tampone e per un lavoratore o una famiglia con figli in età scolare le attese sono lunghe e complicate da gestire anche sul piano della copertura per malattia, che non è prevista fino a quando il soggetto non è in quarantena. Con l’arrivo del clima più freddo e delle sindromi influenzali la situazione diventerà sempre più complessa e se non si vuole che i laboratori rischino il collasso con conseguenze pesantissime sulle attività produttive e sulla scuola, bisogna aumentare la capacità di test. E’ auspicabile anche che in Trentino si sperimentino il prima possibile test rapidi realmente affidabili per accelerare le diagnosi di positività. In tal senso è fondamentale che la Provincia attivi anche tutte le collaborazioni necessarie sia con gli istituti di ricerca trentini sia con l’Ordine dei medici per rendere capillare la diffusione dei test e la loro lettura''.

 

''Su questo terreno si gioca la possibilità di gestire l’epidemia evitando altre chiusure, dunque nessuna energia deve essere risparmiata.”, concludono Cgil, Cisl e Uil.

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