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Test rapidi a scuola, il Governo valuta di esportare il "modello Bolzano" su tutta la penisola

Col ritorno in presenza della maggior parte dei ragazzi aumentano anche le possibilità di esposizione al virus e il Governo valuta la possibilità di potenziare le procedure di screening degli studenti. La proposta del Cts prevede l'utilizzo di test salivari, meno precisi dei molecolari, ma rapidi e semplici da usare

Di Mattia Sartori - 19 April 2021 - 17:55

ROMA. Con il ritorno alla scuola in presenza per gran parte degli alunni il Governo deve iniziare a porsi il problema di come contrastare le naturali situazioni di assembramento che si creano in questi ambienti. Secondo quanto dice all’Ansa Maddalena Gissi, segretaria di Cisl Scuola, “il ministero della Salute sta valutando l’evidenza del test salivare per monitorare, attraverso gruppi di alunni, e prevenire l’eventuale contagio”.

 

In questo modo si importerebbe il “modello Lazio e Bolzano” nelle scuole di tutta Italia. “La competenza però è delle Regioni – continua Gissi -, sono loro ad avere l’ultima parola, e questo ci preoccupa. Avremo ancora una volta una situazione a macchia di leopardo. Serve una presa di posizione di Regioni, Anci, Upi e Governo per garantire maggiore uniformità”.

 

Con l’arrivo della Campania in zona arancione gli alunni fisicamente in classe diventano 6 milioni e 850 mila sugli 8,5 milioni totali degli istituti statali e paritari. In pratica 8 ragazzi su 10 tornano in aula da questa settimana. Dal 26 aprile inoltre si prevede la didattica in presenza al 100 per cento sia nelle zone gialle, che in quelle arancioni, mentre nelle rosse si manterrà la Dad al 50 per cento per le superiori.

 

Questo crea ovviamente un problema, perché le situazioni di possibile contagio durante la giornata scolastica e negli spostamenti da e verso gli istituti sono molteplici. In particolare si guarda con preoccupazione ai trasporti e a quegli edifici sovraffollati in cui è impossibile mantenere un metro di distanziamento. “Per risolvere questi problemi – annuncia la ministra Gelmini - in settimana si terrà un tavolo con i colleghi delle Infrastrutture, dell'Istruzione e i presidenti delle Regioni dove si affronteranno "i temi della logistica", a cominciare da quello cruciale dei trasporti”.

 

Una delle possibilità è potenziare lo screening degli studenti grazie alle risorse del Decreto Sostegni, permettendo così alle istituzioni di intervenire tempestivamente in caso di positività. Il Cts ha proposto di utilizzare i test salivari, non invasivi come i tamponi nasali, ma rapidi, semplici da eseguire e teoricamente affidabili quanto gli antigenici. La proposta al momento sarebbe sul tavolo del Governo, che dovrà decidere nel corso delle prossime settimane.

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