VIDEO. Coronavirus, multati mentre portano le pizze in ospedale, Albert: ''La multa non è un problema. Ho sbagliato, ma uniamoci per chi è in prima linea a salvare vite umane''
Alberto Pagliani (in arte Albert), assieme ad un collaboratore, erano stati multati mentre portavano delle pizze in dono al Santa Chiara. Solidarietà da tantissimi cittadini. Ora la nuova proposta: ''Uniamoci per aiutare in modo continuato chi lavora in ospedale''
TRENTO. “Ringraziamo di cuore tutte le persone che ci hanno scritto e che hanno fatto la colletta. Ma il problema della multa per noi non esiste. La vera emergenza ce l'hanno tutte quelle persone che sono in prima linea per noi in ospedale”. Alberto Pagliani, in arte Albert, titolare dell'ormai molto conosciuta pizzeria di via Verdi torna in video per ringraziare i tanti trentini che hanno espresso la propria solidarietà dopo aver ricevuto la multa durante un viaggio in auto per portare in dono alcune pizze all'ospedale Santa Chiara di Trento. (QUI L'ARTICOLO)
Nel corso degli ultimi giorni c'è stata una mobilitazione generale da parte dei cittadini con l'avvio di raccolta soldi per aiutare il titolare della pizzeria a pagare la multa di oltre 470 euro e anche la proposta dell'intervento del sindaco (QUI IL BLOG DI CARMINE RAGOZZINO)
Uno spirito di solidarietà che ha colpito Albert e il suo staff che ora ha voluto rivolgere un messaggio a tutti quanti. La multa non è un problema occorre, però, stare uniti per aiutare quelle persone che stanno lavorando in prima linea per salvare vite umane all'interno dell'ospedale.
“Io ho sbagliato – spiega nel video- andare in due in macchina ma il problema lo risolveremo noi. Ora però voglio creare un gruppo su Facebook per i pubblici esercizi e per tutti coloro che vorranno donare qualcosa per l'ospedale. Vogliamo dare continuità a quello che viene dato in modo che non ci siano eccessi di cibo alcuni giorni e altri niente. Metteremo anche delle coordinate bancarie della Cassa rurale che darà direttamente soldi all'Apss”
Alberto e il suo staff spiegano di essere rimasti senza parole questi giorni perché “i trentini hanno fatto capire che sono uniti e solidali in questa situazione. Cerchiamo di dimostrarlo – continuano – con i fatti e riusciremo a sconfiggere questo maledetto virus”.


















