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Case Itea, la Provincia nuovamente sconfitta in tribunale: “Arroganza pagata dall’intera comunità”, commenta l’Assemblea Antirazzista

Il criterio dei 10 anni di residenza per accedere agli alloggi Itea era stato definito dai giudici “discriminatorio”: ora la Corte di Appello ha bocciato anche il ricorso della Pat, con quest’ultima che dovrà pagare 50 euro di sanzione per ogni giorno di ritardo. L’assemblea Antirazzista: “È stato ristabilito un principio di equità e di antidiscriminazione contenuto nelle direttive europee”

Di Tiziano Grottolo - 16 gennaio 2021 - 12:01

TRENTO. Lo scorso 29 settembre il Tribunale di Trento aveva condannato la Pat a “disapplicare” la sua stessa legge che introduceva il requisito di 10 anni di residenza in Italia per accedere alla domanda di graduatoria per gli alloggi Itea e a quella per il contributo sull’affitto. “Incompatibili con il principio della parità di trattamento” e “discriminatorie” queste le parole scelte dai giudici e messe nere su bianco nella sentenza.

 

Una sentenza peraltro resa immediatamente esecutiva, con la Provincia condannata a pagare 50 euro di sanzione per ogni giorno di ritardo. Un successo su tutta la linea per gli attivisti dell’Assemblea Antirazzista di Trento, era stato proprio uno di loro, Daniel Bekele, assistito dagli avvocati Giovanni Guarini e Alberto Guariso dell’Associazione Studi Giuridici Immigrazione, a presentare il ricorso.

 

Tutto finito dunque? Non proprio perché come ricostruiscono gli attivisti il presidente Maurizio Fugatti ha deciso di impugnare la decisione dimostrando per l’ennesima volta di utilizzare la sua posizione non per favorire lo spirito di una comunità, ma per continuare con politiche discriminatorie, divisive e razziste, nell’intento di mettere in contrapposizione i bisogni essenziali dei ‘trentini’ con quelli dei ‘cittadini stranieri’. Un’ideologia propagandistica con fini politici, un’idea di società che si fa beffe dello stato di diritto e nella quale aumentano le disuguaglianze poiché di fronte ai tagli operati al welfare privilegia i diritti di qualcuno a discapito degli altri”.

 

Eppure l’iniziativa della Pat è stata nuovamente stoppata dalla Corte di Appello che ha respinto la sospensiva richiesta dal ricorso. In altre parole, in attesa dell’esito dei giudici, la decisione del Tribunale rimane valida. “La sentenza ha ristabilito un principio di equità e di antidiscriminazione contenuto nelle direttive europee – commentano dall’Assemblea Antirazzista – nel frattempo però, l’intera comunità continua a pagare l’arroganza e l’imperizia fin qui dimostrata”. Al contrario, gli attivisti plaudono al Comune di Trento che di sua iniziativa ha deciso di rendere esecutivo il provvedimento riconoscendo il diritto a presentare la domanda di alloggio Itea e contributo sull’affitto a coloro che dimostrano solo i tre anni di residenza.

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