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Caso Pedri, l'avvocato dell'ex primario: ''Anche il dottor Tateo è una vittima di questa vicenda''. Una collega della ginecologa: ''Pregavo di rompermi le gambe per non andare più al lavoro''

La Procura di Trento ha iscritto nel registro degli indagati per maltrattamenti i medici Saverio Tateo e Liliana Mereu. L'avvocato dell'ex primario: "Sara Pedri è scomparsa ed è sicuramente la vittima. Ma è vittima anche Tateo. C'è un accanimento che prosegue nel tempo". La madre: ''A febbraio era tornata a casa in condizioni pietose. Non dormiva più, si mangiava le unghie, si abbracciava lo stomaco, guardava in basso”

Di GF - 21 October 2021 - 11:54

TRENTO. “Qui la vittima è sicuramente la dottoressa Pedri che è scomparsa ma è vittima anche il dottor Tateo perché non si capisce cosa gli sia contestato”. Sono queste le parole usate dall'avvocato Vincenzo Ferrante che assieme l'avvocato Salvatore Scuto del foro di Milano hanno assunto la difesa del dottor Saverio Tateo.

 

La procura di Trento avrebbe iscritto nel registro degli indagati per il reato di maltrattamenti l'ex primario di Ginecologia e la sua vice, la dottoressa Liliana Mereu.

 

Da parte degli avvocati vengono respinte le contestazioni. Già in agosto i carabinieri del Nas avevano ipotizzato per il medico il reato di maltrattamenti e la richiesta era quella di iscriverlo nel libro degli indagati.

 

Rispetto alle contestazioni che sono arrivate dall'ambiente di lavoro, l'avvocato Vincenzo Ferrante parla di “Un accanimento che prosegue da tempo – spiega a ilDolomiti.it – pur emergendo una assoluta carenza di dati fattuali”.

 

In merito ai rapporti con l'Apss, continua l'avvocato, “Non si capisce cosa ci contestano in questa vicenda. Nei due mesi in cui la dottoressa Pedri ha lavorato si sono visti in pochissime occasioni, lui era a capo di una struttura enorme”. Per l'ex primario il Comitato dei Garanti si era già espresso nei giorni scorsi sul licenziamento, "per molteplici fatti di estrema gravità".

 

Sulla vicenda è tornata ad occuparsi ieri sera anche la trasmissione “Chi l'ha visto?” con la presenza in studio della madre, il padre e la sorella di Sara Pedri. Sono state mandate in onda alcune testimonianze delle colleghe della ginecologa  per descrivere il clima che si respirava in reparto. “Ogni volta che andavo a lavorare pregavo Dio di fare un incidente, rimanere paralizzata e non andarci più”, racconta una collega di Sara. “In sala operatoria – racconta un'altra - c'erano ferri chirurgici che volavano addosso alle persone. Anche i ginecologi bravi non li facevo più andare in sala operatorio. Venivi annullato, ti facevano mettere in dubbio ciò che facevi da decenni”.

 

Non sono mancate anche le parole dei genitori di Sara. “Da lontano non riuscivamo a renderci conto del vero stato in cui si trovava Sara” spiega la madre a “Chi l'ha Visto?”. "Lo abbiamo scoperto il 19 febbraio quando siamo riusciti a convincerla a venire a casa perché era in condizioni pietose. Non dormiva più, si mangiava le unghie, si abbracciava lo stomaco, guardava in basso”.

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