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Classi meno numerose, i genitori dell'Istituto comprensivo di Lavis chiedono alla Pat di ripensarci: ''Non cambiate per la terza volta in tre anni le sezioni ai nostri figli''

Per la pandemia e per garantire il più possibile la scuola in presenza sono state aumentate le sezioni per poterle rendere meno numerose ma una delibera del 26 febbraio della Pat prevede che da settembre tutto torni a prima del Covid. Dirigenti, insegnanti e genitori hanno chiesto alla Provincia di ripensarci anche perché ci sono studenti, come quelli delle seconde, che il prossimo anno cambierebbero per la terza volta consecutiva compagni di classe: ''L’ennesimo cambiamento sarebbe un altro durissimo colpo per il loro benessere psicologico. Chiediamo una visione programmatica, lungimirante e non una di breve respiro''

Di Luca Pianesi - 28 aprile 2021 - 18:53

LAVIS. ''Vi chiediamo di stabilizzare tutte le classi del nostro istituto e garantire la continuità a ogni studente fino al termine del ciclo scolastico''. Non mollano i genitori di molti studenti trentini nonostante la Pat, come purtroppo spesso accade, ha già dimostrato con i fatti di non essere disponibile nemmeno all'ascolto e il 26 febbraio 2021 ha promosso una delibera di Giunta che prevede un ritorno alle composizioni delle classi da epoca pre-Covid. Cosa significa? Che le sezioni, da un anno più piccole e quindi più numerose per evitare che il virus circolasse e per contenere la pandemia, torneranno ad accorparsi perché l'amministrazione provinciale, evidentemente, pensa che da settembre le cose torneranno a posto (salvo riservarsi la possibilità di cambiare ancora se il Covid-19 dovesse tornare a creare qualche grattacapo).

 

Dirigenti scolastici, genitori, insegnanti a gran voce hanno chiesto alla Provincia di mostrarsi lungimirante e di anticipare, per una volta, gli eventi prevedendo già che le classi rimanessero come da composizione attuale. Questo sia in termini di sicurezza e per garantire le lezioni in presenza sia per dare un segnale ai bambini e alle bambine che frequentano le scuole e sono già provati oltremisura da più di un anno di pandemia: mantenendo le classi attuali, infatti, potrebbero, almeno, contare su compagni di classe stabili e su aule già pronte a prescindere dalle condizioni esterne che verranno a verificarsi.

 

In particolare la Consulta dei Genitori di Lavis ha scritto una lettera a tutti gli organi del dipartimento istruzione e alle figure politiche di riferimento per chieder loro un ripensamento e per spiegare in maniera molto chiara cosa sta per accadere. ''Tra i vari esempi - scrivono - è lampante quello delle attuali cinque seconde della scuola primaria, che con le nuove disposizioni vedrebbero ben 95 alunni ricollocati per la terza volta consecutiva in tre anni scolastici in gruppi classe diversi con tutte le problematiche che ne conseguirebbero. Gli aspetti psicologici e formativi degli alunni devono prevalere e noi tutti dobbiamo adoperarci con impegno e responsabilità per garantirli.

 

''I nostri figli - proseguono - hanno passato 14 mesi di emergenza a causa della pandemia. Hanno vissuto delle esperienze che nessuno di noi aveva mai sperimentato fino ad oggi. Li abbiamo e li avete rassicurati: è stato detto loro che tutto si sarebbe risolto e sarebbero stati messi al centro delle nostre e delle vostre scelte. Loro sono il nostro futuro e devono essere il fulcro di un piano di riorganizzazione ben soppesato. Evitiamo l’ennesimo cambiamento e garantiamo a tutti la conclusione del ciclo scolastico, ovvero quel cammino formativo e sociale intrapreso con compagni di classe e insegnanti. Tutto questo dovrebbe essere scontato ma purtroppo ci troviamo a ricordarvelo''.

 

E dire che solo pochi giorni fa gli stessi genitori di Lavis e Pressano si erano visti arrivare in mail una comunicazione del dirigente d'istituto che si concludeva così: ''Con questa mia vi comunico con grande dispiacere che si rende necessario, per il prossimo anno scolastico, ridefinire il numero di classi secondo i parametri definiti precedentemente la fase emergenziale''. Lo stesso dirigente Stefano Chesini aveva scritto più volte alla Pat per chiedere un'inversione di rotta e di lasciare le classi come sono oggi per questioni di precauzione verso un anno scolastico che, comunque, potrebbe non essere davvero identico a quelli pre-Covid sia per rispetto e tutela degli alunni ai quali si vorrebbe risparmiare il terzo cambio di classe in tre anni. 

 

''Nella scuola e nel gruppo classe gli alunni hanno trovato un riferimento fondamentale - spiegano ancora i genitori - e sicuramente l’ennesimo cambiamento sarebbe un altro durissimo colpo per il loro benessere psicologico. Gli insegnanti del nostro istituto hanno espresso grandi preoccupazioni scrivendo la lettera del 26 marzo scorso. Non sottovalutiamo nemmeno gli aspetti di tipo sanitario. Classi più affollate significherebbe il rischio di altri cambiamenti per soddisfare il rispetto di nuove ordinanze di distanziamento che saranno destinate a cambiare fino a settembre e non saranno note fino ad allora. Mai come oggi possiamo unirci e collaborare per trasformare delle minacce in opportunità. Chiediamo una visione programmatica, lungimirante e non una di breve respiro per risolvere delle emergenze ad intermittenza. Se necessario Vi invitiamo anche a prevedere degli stanziamenti straordinari per il settore scuola. Bisogna evitare di ampliare ed intraprendere la strada delle “classi pollaio”. Invece si deve ridurre il numero massimo di alunni per classe, adeguandosi ai cambiamenti demografici e offrendo così una qualità ed una continuità formativa di eccellenza''.

 

 

 

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