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Coronavirus e variante indiana, Benetollo: ''Non si sta replicando come quella inglese'' e sulle vaccinazioni: ''Duemila prime dosi Astrazeneca avranno Pfizer o Moderna''

Sulla variante indiana prosegue il monitoraggio nazionale a cui partecipa anche il Trentino. Benetollo: "Dagli studi attuali che abbiamo i vaccini per questa variante funzionano"

Pubblicato il - 14 June 2021 - 18:59

TRENTO. “Non è una novità di questi giorni, prosegue il monitoraggio nazionale a cui partecipa anche il Trentino e fortunatamente non sembra replicarsi come a suo tempo è avvenuto con quella inglese”. C'è attenzione anche in Trentino per quanto riguarda la “variante indiana” che preoccupa l'Italia.

 

LA VARIANTE INDIANA

A parlarne oggi è stato il direttore generale dell'Azienda sanitaria, Pierpaolo Benetollo. “In Italia la circolazione di questa variante e di pochi punti percentuali – ha spiegato – e anche in Trentino negli scorsi mesi sono stati individuati alcuni casi di questa variante ma poi la situazione non si è diffusa”. Un elemento, ha spiegato Benetollo “che a dire il vero ci fa pensare che tutto sommato al momento non si stia replicando come invece aveva fatto a suo tempo la variante inglese che si è diffusa in maniera più rapida”.

 

Il monitoraggio continua a livello nazionale e riguarda anche il Trentino. “Al momento, secondo gli studi e le analisi fatte – spiega il direttore generale dell'Apss - non ci sono problemi con gli attuali vaccini per la variante indiana”.

 

VACCINAZIONI

A partire da questa sera si apriranno le vaccinazioni per le persone dai 18 ai 39 anni. “In realtà – ha spiegato Pierpaolo Benetollo – avevamo pianificato di partire dai 12 anni. Quello che è avvenuto negli ultimi giorni, però, ci ha cambiato le carte in tavola”. Il problema principale riguarda le dosi che al momento sono in possesso del Trentino.

 

Questo tenendo conto che ci sono circa 2 mila persone che hanno avuto come prima dose Astrazeneca e che ora riceveranno Pfizer Moderna. Accanto a queste ci sono 3500 persone che avevano prenotato la vaccinazione con Janssen e riconvertiti in Pfizer.

 

“Per far tornare i conti con le scorte che abbiamo – ha concluso Benetollo – abbiamo preferito concentrare la vaccinazione su chi ne può avere il maggior beneficio e quindi sulla fascia 18 – 39 anni”.

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