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Coronavirus in Alto Adige, è allarme pandemia. La giunta coinvolge le opposizioni per affrontare l'emergenza

Le opposizione in Consiglio provinciale a Bolzano hanno ottenuto di potersi confrontare con la giunta rispetto alla questione pandemica. Il primo incontro con i capigruppo è avvenuto nella giornata di martedì 16 febbraio, con il presidente Kompatscher e l'assessore Widmann che hanno comunicato nuove misure per contenere la variante sudafricana

Di Davide Leveghi - 17 febbraio 2021 - 10:57

BOLZANO. Nuove misure in vista in Alto Adige. L'individuazione della variante sudafricana ha infatti spinto la Provincia ad adottare provvedimenti ad hoc per i 4 territori comunali colpiti (Rifiano, Moso in Passiria, San Pancrazio in Val d'Ultimo e Merano), contenuti nell'ordinanza che dovrebbe essere firmata nella giornata di mercoledì 17 febbraio.

 

Se sul fronte sanitario la situazione, in continua evoluzione, rimane particolarmente critica, una delle novità riguarda la politica provinciale. Dopo le accese proteste sollevate dalle opposizioni sul “fallimento della via altoatesina” - la Provincia era infatti riuscita, in occasione dell'individuazione della variante inglese, a negare possibili nuove misure per poi annunciarle a stretto giro dopo qualche ora – Kompatscher e i colleghi di giunta hanno infatti concesso ai capigruppo di riunirsi per discutere le nuove ulteriori misure.

 

Dopo la riunione di giunta di martedì pomeriggio, il presidente Arno Kompatscher e l'assessore alla Salute Thomas Widmann hanno illustrato i provvedimenti che andranno a confluire nella nuova ordinanza. “Era solo questione di tempo prima che la variante sudafricana facesse la sua comparsa anche da noi – aveva detto il Landeshauptmann nella consueta conferenza stampa post-giunta attorno all'ora di pranzo – la nostra strategia rimane quella di testare molto, mentre l'assessore Widmann sta discutendo con il Cts e l'Iss l'introduzione di eventuali misure aggiuntive”.

 

Soddisfazione, sulla scelta di coinvolgere le minoranze, è stata espressa dai capigruppo, che nella seduta di lunedì 15 febbraio erano riusciti a ottenere un'importante vittoria con l'approvazione all'unanimità di una mozione che impegna la giunta a organizzare incontri istituzionali per confrontarsi sulla situazione del Coronavirus in provincia di Bolzano. “L'approvazione di questa mozione è un piccolo mattoncino nei rapporti costruttivi con la giunta provinciale”, ha detto il capogruppo del Partito democratico in Consiglio Sandro Repetto, il quale certo non aveva risparmiato critiche a quello che considera un “fallimento della via altoatesina”.

 

“L'accordo raggiunto rappresenta un primo passo importante per ottenere una migliore collaborazione tra maggioranza e opposizione e con la la Giunta provinciale – aveva scritto invece il capogruppo e unico rappresentante in Consiglio di Fratelli d'Italia Alessandro Urzì – tuttavia questo accordo non significa che la Giunta non dovrà assumersi le sue responsabilità circa la gestione deficitaria della crisi pandemica vista finora”.

 

Dello stesso tenore le parole del capogruppo dei 5 Stelle Diego Nicolini e di quello della Süd-Tiroler Freiheit Sven Knoll

 

"Basta illusioni - ha scritto in un post il gruppo dei Verdi - perché per costruire il futuro abbiamo bisogno di realtà, non di false speranze. La cosa più importanti è però ammettere di aver fatto errori e imparare da questi. Vedremo se un maggiore coinvolgimento del Consiglio provinciale porterà dei miglioramenti in questo senso". 

 

Nella giornata di lunedì, un'altra manifestazione contraria al lockdown aveva interessato Piazza Silvius Magnago. Da parte sua, il presidente Kompatscher non ha mancato di sottolineare la gravità della situazione, appellandosi alla popolazione affinché faccia attenzione a non facilitare con i propri comportamenti la circolazione del virus.

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