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Coronavirus in Alto Adige, la situazione è delicata ma la Provincia attende per adottare nuove restrizioni. E Kompatscher si appella ai cittadini: "Ne usciamo solo assieme"

Niente misure restrittive in Alto Adige, dove la situazione epidemiologica continua a essere critica. Il presidente Arno Kompatscher annuncia un incontro con le parti sociali per discutere la situazione. "Dobbiamo coinvolgere i cittadini. Se non si rispettano le regole dobbiamo adottare un lockdown duro"

Di Davide Leveghi - 02 febbraio 2021 - 13:32

BOLZANO. Nulla si muove, per ora, in Alto Adige. Nonostante le voci di ulteriori chiusure e restrizioni per una situazione epidemiologica ancora critica, il presidente Arno Kompatscher e l'assessore alla Salute Thomas Widmann hanno escluso di voler mettere mano ad una nuova ordinanza. In un'altra giornata in cui la provincia di Bolzano registra 639 positivi e 5 decessi, la giunta annuncia un imminente incontro con le parti sociali in cui discutere il da farsi e condividere eventuali misure.

 

L'idea, quindi, è di attendere l'evoluzione del quadro epidemiologico e agire di conseguenza. Il dialogo con Roma, dice Kompatscher, è stato positivo, la posizione di Bolzano compresa. “Non era l'attuale situazione epidemiologica l'argomento principale in agenda per la riunione di giunta – ha spiegato il Landeshauptmann – abbiamo fatto un'approfondita analisi, di cui parleremo anche nell'incontro annunciato per la giornata di domani (mercoledì 3 febbraio, ndA) con le parti sociali, per condividere le nuove azioni e come comportarsi nei prossimi giorni. Ad effettuare questa analisi sono stati gli esperti della nostra azienda sanitaria”.

 

Noi continuiamo a prendere decisioni in base a ciò che dicono loro, ma consideriamo necessario coinvolgere i cittadini”, ha aggiunto. L'analisi è stata svolta, tra gli altri, dal direttore dell'Azienda sanitaria Florian Zerzer, dal direttore sanitario Pierpaolo Bertoli e dal referente sovranazionale Marc Kaufmann. “La situazione nelle ultime settimane è stabile ma sempre ad alto livello – ha spiegato l'assessore Widmann - abbiamo tanti positivi ma testiamo molto per interrompere la curva. Se noi diciamo che situazione è stabile la sanità non è che non sia sotto pressione. Questa situazione non porta però al crollo. Se c'è in vista il crollo del sistema sanitario dobbiamo testare molto e chiudere con lockdown duro”.

 

La situazione, costantemente monitorata, rimane comunque in evoluzione e l'atteggiamento degli altoatesini non è stato sempre corretto, dicono i rappresentanti di giunta. “In Alto Adige tanti evadono le regole, ci sono feste private e tanto altro – ha detto Widmann – le classificazioni per questo sono state penalizzanti. Possiamo uscirne solo tutti assieme, se non ci si infetta testiamo di meno e gli ospedali hanno meno pressione. La nostra strategia è dunque: monitorare quotidianamente e vedremo nei prossimi giorni, se peggiora, di chiudere, se migliora, di alleviare le restrizioni. Aiutateci a combattere la pandemia”.

 

“La classificazione è stato il grande tema degli ultimi giorni – ha concluso Kompatscher - siamo riusciti a spiegarci e ad avere una riconsiderazione a livello nazionale. Siamo sempre stati molto trasparenti, effettuando i test antigenici prima di altre realtà. Abbiamo un'incidenza molto alta perché testiamo molto. La percentuale di positività la monitoriamo ogni giorno e dobbiamo migliorarla. Il Cts e l'Iss hanno tenuto conto delle criticità che avevamo evidenziato sulle classificazioni. La situazione è però critica, dobbiamo fare di tutto per ridurre i contatti sociali”.

 

Domani ci confronteremo con le parti sociali, cerchiamo di condividere le attività e misure per evitare il lockdown serio che nel breve termine porta ad una riduzione ma non esclude che se ne debba prendere un altro in futuro. Se guardiamo agli ultimi 10 mesi, siamo riusciti a intervenire e riaprire attività economiche, gli spostamenti e la scuola in presenza. Abbiamo tenuto un equilibrio, ma ora abbiamo un livello elevato di infezioni e una delicata situazione clinica. Ci vuole la massima attenzione, se no dobbiamo adottare nuove misure di restrizione. Tutti gli sforzi vanno fatti assieme con le misure esistenti”.

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