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Coronavirus, l’Alto Adige in bilico fra la zona arancione e quella rossa: si attende l’ordinanza del ministro Speranza

L’Rt più basso d’Italia (0.61) e un’incidenza settimanale di 259.08 casi ogni 100.000 abitanti, solo di poco superiore alla soglia critica di 250 casi fissata dall’ultimo Dpcm: sono questi i valori a cui si aggrappa l’Alto Adige per tornare in zona arancione

Di Tiziano Grottolo - 12 March 2021 - 20:29

BOLZANO. Da lunedì 15 marzo l’Alto Adige potrebbe tornare in zona arancione, è questa la notizia che trapela dall’amministrazione provinciale bolzanina. Un risultato legato ai dati dell’ultimo monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità e Ministero della Salute dove l’Alto Adige mostra l’Rt più basso d’Italia a 0.61 (Intervallo di confidenza 0.57-0.65), e un’incidenza settimanale di 259.08 casi ogni 100.000 abitanti, solo di poco superiore alla soglia critica di 250 casi fissata dall’ultimo Dpcm.

 

La Provincia infatti, la scorsa settimana, pur essendo stata inserita dal ministro Speranza tra le zone arancioni era finita in lockdown con un’ordinanza firmata dal presidente Arno Kompatscher che resterà in vigore fino al 14 marzo. L’alto numero di contagi e la situazione epidemiologica avevano spinto la Provincia a imporre severe misure ad hoc, tra cui l’obbligo di esibire un tampone negativo effettuato almeno 72 ore prima, per entrare o uscire dai Comuni dove erano stati individuati casi legati alla variante sudafricana.

 

Discorso diverso per il Trentino che sembrerebbe certo del cambio di colorazione visto che è stato lo stesso presidente della Pat Maurizio Fugatti ad affermare: “Al momento non abbiamo avuto comunicazioni ufficiali ma il cambio di classificazione farà entrare il nostro territorio in zona rossa”.

 

Nel frattempo in Alto Adige prosegue la campagna vaccinale, il 10,17% degli altoatesini infatti ha ricevuto almeno una dose, una percentuale che sale al 13% nel caso in cui si prenda in considerazione il target della popolazione con più di 18 anni. “Le vaccinazioni stanno procedendo bene – esulta l’assessore alla Salute Thomas Widmann – in Italia siamo al top. Stiamo facendo ogni sforzo per vaccinare gli anziani e le persone fragili il più rapidamente possibile, perché sono le categorie più a rischio. Questo è il motivo per cui si stanno fissando appuntamenti per tutti i vaccini attualmente disponibili”.

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