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Coronavirus, Fugatti: “È arrivata l’ordinanza dal 6 aprile il Trentino è in zona arancione”. Ecco i dati del monitoraggio dell’Iss

Il monitoraggio dell’Iss conferma il miglioramento dei dati del Trentino con l’Rt che raggiunge quota 0.83, mentre l’incidenza scende a 224 casi ogni 100mila abitanti. Fugatti: “È arrivata l’ordinanza dal ministero della salute: ora è ufficiale e dal 6 aprile il Trentino è in zona arancione”

Pubblicato il - 02 April 2021 - 17:05

TRENTO. “È arrivata l’ordinanza dal ministero della salute: ora è ufficiale e dal 6 aprile il Trentino è in zona arancione”, così il presidente Maurizio Fugatti commenta il cambio di classificazione anticipato anche da Il Dolomiti.

 

Al contempo nella conferenza stampa per la presentazione del monitoraggio settimanale il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro parla di una curva dei contagi che a livello nazionale è in calo, “ma la decrescita è lenta”, avverte. Un discorso simile si può fare per la media dell’indice Rt nazionale che si attesta leggermente al di sotto della soglia critica di 1, per la precisione 0.98. Dati questi che confortano anche se, ricordano gli esperti, non è ancora il momento di abbassare la guardia.

 

“Desta particolare preoccupazione – dice Brusaferro – il fatto che questa settimana le terapie intensive sono saturate da pazienti con Covid nel 41% dei casi rispetto al 39% della settimana scorsa”. Anche i ricoveri in area medica sono in aumento.


Nel dettaglio, nel periodo preso in considerazione dal monitoraggio (dal 22 al 28 marzo), in Trentino sono stati registrati 1.369 contagi, con un indice Rt dello 0.83 (intervallo di confidenza 0.78-0.9) e un’incidenza di 224 casi ogni 100.000 abitanti. La valutazione d’impatto comunque resta “alta” e viene segnalata pure un’allerta rossa. L’Alto Adige invece, mostra un Rt a 0.80 con solo 753 casi segnalati nella settimana: la valutazione d’impatto è bassa e non ci sono allerte rosse.


Allo stesso tempo, rileva il monitoraggio, la circolazione di varianti a maggior trasmissibilità è largamente dominante nel Paese il che indica la necessità di non ridurre le attuali misure di restrizione. I dati di incidenza e trasmissibilità, seppure in lieve decremento, uniti al forte sovraccarico dei servizi ospedalieri richiedono di mantenere rigorose misure di mitigazione nazionali accompagnati da puntuali interventi di mitigazione/contenimento nelle aree a maggiore diffusione.

 

“Anche alla luce della ormai ampia diffusione di alcune varianti virali a maggiore trasmissibilità – ribadiscono gli esperti dell’Iss – c’è la necessità di mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone e della mobilità”. Non solo perché secondo l’Iss è fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile.

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