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| 18 mar 2021 | 17:39

Coronavirus, in Germania il contagio corre anche nelle scuole (2.300 chiuse in una settimana): si pensa a un altro mese di lockdown

L'allarme lanciato dalla conferenza dei ministri dell'Istruzione. Il Paese stava cercando di tornare ad aprire le attività dopo il lockdown di Natale. I casi però tornano al livello dei primi di febbraio (90 ogni 100.000 abitanti) e si pensa a nuovi provvedimenti a partire dal 28 marzo

Coronavirus, in Germania il contagio corre anche nelle scuole (2.300 chiuse in una settimana)

BERLINO. Oltre 2.300 scuole chiuse la settimana scorsa in Germania e ora si teme un altro lockdown. Il dato è emerso oggi durante la conferenza dei ministri dell'Istruzione e rappresenta un grosso campanello d'allarme per un Paese che stava cercando di tornare ad aprire le attività dopo un lockdown prolungato da Natale pur con qualche allentamento nelle ultime settimane.  

 

Ma la velocità di diffusione del virus e l'allarme lanciato dal Robert Koch Institut aprono a nuovi dibattiti nel Paese tedesco per capire se la strada intrapresa sia quella corretta. L'importante istituto di ricerca ha, infatti, elaborato uno studio dove si dimostra che il Covid si sta diffondendo tra i ragazzi e le ragazze sotto i 15 anni in maniera molto rapida. Il Rki scrive esplicitamente che asili nido, scuole e posti di lavoro sono corresponsabili della ripresa dei contagi.

 

E per quanto riguarda il sistema educativo il bilancio è disastroso: dopo la prima settimana di riapertura del grosso degli asili e delle scuole (alcune erano già ripartite il 22 febbraio ma la maggior parte dall'8 marzo) risultano esserci 28 mila scolari in quarantena (su un totale a regime di 11 milioni) e 4 mila colpiti dal virus (1.000 in più in sette giorni); per quanto riguarda gli insegnanti sono stati registrati 929 positivi e 3300 docenti in quarantena.

 

Ripresa dei contagi che è tornata ai livelli dei primi di febbraio con 90 casi ogni 100.000 abitanti. Molto lontana, quindi dal livello italiano dove la scorsa settimana l'Iss certificava i 225 casi ogni 100.000 abitanti di media nazionale (il Trentino era a 351 casi ogni 100.000 abitanti).

 

E pensare che in Baviera le scuole hanno riaperto da pochissimi giorni, lunedì. Per riuscirci il Lände ha acquistato cento milioni di autotest rapidi che verranno consegnati gratuitamente a tutte le famiglie di bambini in età scolare. Markus Söder, presidente del Lände, aveva annunciato che si sarebbe partiti subito con i primi 11 milioni di test. Una strategia che è stata comunque molto criticata dai sindacati degli insegnanti che avrebbero preferito proseguire con la didattica a distanza per questioni di sicurezza sanitaria. I test rapidi, hanno spiegato le parti sociali, sono poco efficaci sugli asintomatici e rischiano di ''generare'' molti ''falsi negativi'' e le procedure di vaccinazione viaggiano a rilento. 

 

Insomma anche in Germania si ritrovano problemi e dibattiti simili a quelli degli altri Paesi europei. Per il virologo Christian Drosten la Germania “poco dopo Pasqua avrà una situazione come intorno al Natale“, quando registrò il picco di casi e di decessi giornalieri e la Cancelliera Merkel optò per la chiusura totale. Dopo tre mesi di lockdown e un breve tentativo di riapertura oggi la situazione è nuovamente preoccupante e il governo centrale e i Länder stanno valutando la possibilità di interrompere il piano di riapertura degli istituti scolastici e allora il lockdown in scadenza il 28 marzo potrebbe essere prolungato per un altro mese. 

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