Coronavirus, le varianti spaventano l'Europa. La Germania in lockdown fino al 7 marzo: ''Rischio terza ondata di contagi''
L’agenzia dell’Unione europea per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) ha valutato il rischio di un’ulteriore diffusione del covid-19 nei 27 paesi membri “come alto-molto alto per la popolazione complessiva

BERLINO. La Germania ha deciso. La cancelliera Angela Merkel ha confermato il lockdown fino al 7 marzo.
I dati dell'istituto Robert Koch Institut, mostrano come dall'inizio della pandemia siano state registrate 65mila vittime, mentre il numero dei contagi complessivi è superiore due milioni di casi.
Nelle ultime 24 ore in Germania ci sono stati 3856 nuovi contagi ma a preoccupare è il numero di morti che ieri è stato di 528. Nelle ultime settimane le decisioni del Governo assieme con i Laender hanno consentito di portare da 50 a 35 i nuovi contagi per 100 mila abitanti. Ma a preoccupare ora sono le varianti e per questo si è deciso di prolungare il lockdown.
In Germania resteranno chiusi fino al 7 marzo negozi, bar, ristoranti, cinema, teatri e centri estetici. Ad inizio marzo torneranno in attività i parrucchieri. L'uso della mascherina è obbligatorio nei mezzi di trasporto, nei negozi alimentari e supermercati. Sono vietati gli spostamenti non indispensabili sia all'interno che fuori dal Paese. Limiti sono stati imposti anche nelle visite.
La Germania è alle prese con la lotta alla variante “inglese” e le preoccupazioni in Europa per le mutazioni del virus sono elevate e i vari paesi stanno adottando ulteriori restrizioni.
A causa delle varianti l’agenzia dell’Unione europea per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) ha valutato il rischio di un’ulteriore diffusione del covid-19 nei 27 paesi membri “come alto-molto alto per la popolazione complessiva e molto alto per le persone vulnerabili”.
La richiesta è quella di accelerare le campagne di vaccinazione, raccomanda l’agenzia, poiché le varianti hanno “maggiore trasmissibilità” e potrebbero “determinare una maggiore gravità della malattia”.














