Coronavirus, Ruscitti sulla variante sudafricana: ''Sono cambiati alcuni spike sulla corona esterna ma la terza dose protegge dai sintomi gravi''
Il dirigente del Dipartimento salute e politiche sociale: "La decisione di bloccare i voli dall'Africa australe può essere ritenuta corretta per evitare che qualcuno possa inconsapevolmente trasportare il virus"

TRENTO. "Il sistema sanitario inglese non è convinto che la variante sudafricana sia più aggressiva". Così Giancarlo Ruscitti, dirigente del Dipartimento salute e politiche sociali della Provincia. "Nella corona esterna sono cambiati alcuni spike ma i dati di Israele, Regno Unito e Stati Uniti certificano che i sintomi sono comunque molto meno importanti rispetto all'assenza di copertura".
L'Europa intanto è corsa ai ripari su ogni fronte dopo la proposta avanzata questa mattina (e già recepita da diversi Paesi fra cui l'Italia), di bloccare i voli con i Paesi colpiti dalla nuova mutazione del virus che, secondo gli scienziati, potrebbe essere più contagiosa e immunoevasiva (Qui Articolo).
"La decisione di bloccare i voli dall'Africa australe può essere ritenuta corretta per evitare che qualcuno possa inconsapevolmente trasportare il virus". Sulla terza dose e alcune positività che comunque sono emerse il dirigente del Dipartimento salute e politiche sociale spiega che "la vaccinazione non significa escludere al 100% il contagio ma i sintomi che si presentano sono estremamente lievi e non si finisce in terapia intensiva e non si va in reparto".
La vaccinazione fa la differenza. "Le persone fragili possono superare questo pericolo morbo che attacca i polmoni e che complica la vita", conclude Ruscitti.
L'obiettivo di Provincia e Azienda provinciale per i servizi sanitari puntano alla somministrazione di 100 mila dosi in 5 giorni (Qui articolo) per garantire una maggiore sicurezza sul fronte dell'epidemia (Qui articolo). Il prodotto utilizzato sarà probabilmente quello di Moderna.


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