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Corrieri Amazon, il Pd in Consiglio insieme a Marini e Zanella: "Condizioni di lavoro o sfruttamento? La Provincia faccia chiarezza"

Dopo il quadro "agghiacciante" emerso ieri dalle testimonianze di alcuni lavoratori di una delle due aziende a cui i giganti dell'e-commerce (Amazon al primo posto) hanno appaltato la consegna a domicilio dei prodotti in Trentino, i consiglieri del gruppo Pd insieme a Paolo Zanella di Futura e Alex Marini del M5s hanno firmato un'interrogazione in cui si chiede l'intervento urgente della Provincia. 

Di F.S. - 21 April 2021 - 19:23

TRENTO. La relazione dei dipendenti di Inbox Srl, azienda con sede legale a Vicenza ma che lavora anche in Trentino dalla base operativa di Gardolo, ha lasciato esterrefatti i presidenti dei gruppi consigliari che hanno partecipato ieri all'incontro con i giovani driver, impegnati sul territorio nella consegna a domicilio dei pacchi per conto di Amazon ed altre multinazionali (Qui Articolo). Il Pd, insieme a Zanella (Futura) e Marini (M5s), chiede chiarezza alla Pat in un'interrogazione: "La qualità della vita determina il livello di civiltà di una società e non può prescindere mai da condizioni di lavoro dignitose e rispettose delle leggi".

 

Le condizioni di lavoro che hanno descritto i dipendenti dell'azienda (accompagnati da Fulvio Flammini del sindacato Sbm), riassunte dai consiglieri nell'interrogazione presentata oggi al presidente Kaswalder, sono allarmanti: "Ritmi forsennati e monitorati attraverso controlli satellitari continui, turni massacranti, utilizzo di autoveicoli non sempre in condizioni ottimalimancati riconoscimenti salariali, altissimo stato di stress psicofisico dei lavoratori ed, infine, un severo regime sanzionatorio, delineano caratteristiche di lavoro tali da riportare l’orologio della storia alle epoche addirittura antecedenti lo Statuto dei Lavoratori".

 

Se confermata in sede d'indagine, la situazione sarebbe a maggior ragione preoccupante, si legge nell'interrogazione: "in una terra come il Trentino che è stata per anni laboratorio di nuove e progredite politiche del lavoro, a cominciare dai primi anni Ottanta del secolo scorso, quando sul nostro territorio prese avvio la sperimentazione di quel modello di concertazione e di ammortizzazione sociale rappresentato dall'Agenzia del lavoro, che venne poi adottato in tutto il paese".

 

Da qui dunque la richiesta, si legge nel documento, di una "urgente azione di ricognizione dello stato attuale di tali condizioni" da parte della Provincia, alla quale i consiglieri chiedono anche se fosse a conoscenza della situazione, se abbia intenzione di attivare l'Ispettorato del lavoro e le Uopsal e se la ditta interessata "abbia ricevuto in qualsiasi modo e forma sostegni economici" dalla Pat

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