Covid, in Alto Adige un sanitario su 4 non è vaccinato: sono 5.753 i “no vax”. L’assessorato: “Avviati gli accertamenti”
All’interno dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige sono 1.474 su 8.345 i sanitari a cui non è ancora stata somministrata una dose di vaccino, sono il 17,66%. Va addirittura peggio nelle strutture private. L’assessorato alla Salute conferma: “Al momento sono in corso tutti gli accertamenti del caso”

BOLZANO. Sono all’incirca 1 su 4 i sanitari altoatesini che non hanno ancora fatto il vaccino contro il Covid-19. Questo il dato che emerge un’indagine condotta in Provincia di Bolzano dove ci si prepara ad applicare il decreto nazionale che, per “le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario che svolgono la loro attività nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali, pubbliche e private, farmacie, parafarmacie e studi professionali”, prevede l’obbligo di vaccinazione.
In totale, sono 5.753 i sanitari (fra medici, infermieri, Oss e altre figure) che non si sono ancora vaccinati su circa 22mila dipendenti fra pubblici e privati. All’interno dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige sono 1.474 su 8.345 i sanitari a cui non è ancora stata somministrata una dose di vaccino, cioè il 17,66%. Di conseguenza 4.279 dipendenti “no vax” rientrano invece fra le strutture private o nell’ambito delle Rsa.
Da parte sua l’assessorato alla Salute conferma i dati raccolti: “Al momento sono in corso tutti gli accertamenti del caso”. Per esempio nel conteggio potrebbero essere state incluse anche alcune donne in gravidanza (al contrario i sanitari che hanno contratto il Covid di recente sono già stati esclusi). Ad ogni modo i numeri non cambieranno di molto, anche se potrebbe comunque esserci qualche margine d’errore.
Conclusi gli accertamenti scatterà la procedura prevista dal decreto nazionale che prevede la “sospensione al diritto di svolgere prestazioni o mansioni che implicano contatti interpersonali o comportano, in qualsiasi altra forma, il rischio di diffusione del contagio da Sars-CoV-2”. Dopodiché il datore di lavoro dovrà adibire il dipendete, laddove possibile, a mansioni, anche inferiori, diverse e che non implicano rischi di diffusione del contagio. Lo stipendio sarà percepito in base alla nuova mansione. “Quando l’assegnazione a diverse mansioni non è possibile, per il periodo di sospensione, non è dovuta la retribuzione, altro compenso o emolumento, comunque denominato. La sospensione – si legge sempre nel decreto – mantiene efficacia fino all’assolvimento dell’obbligo vaccinale o, in mancanza, fino al completamento del piano vaccinale nazionale e comunque non oltre il 31 dicembre 2021”.
Nel frattempo l’Azienda sanitaria di Bolzano si prepara ad annunciare le prime eventuali sospensioni per metà maggio, anche se agli inadempienti verrà inviato un “ultimatum” per sottoporsi al più presto alla vaccinazione. Qualora anche quest’ultimo invito dovesse cadere nel vuoto l’Azienda sanitaria altoatesina dovrà agire di conseguenza.














