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Ferrovia Rovereto-Riva, si parte? Affidato a Rfi lo studio di fattibilità per definire il tracciato, valutare l'impatto economico e il modello di esercizio

La Giunta provinciale ha siglato uno schema di convenzione con Rete ferroviaria Italiana per uno studio dettagliato sull'opera. Ecco tempi e costi di questa prima fase

Di Luca Pianesi - 01 febbraio 2021 - 16:17

ROVERETO. Via libera ad uno schema di convenzione tra la Provincia di Trento e la Società R.F.I SpA–Rete ferroviaria Italiana, per lo svolgimento di uno studio di fattibilità riguardante tutti gli aspetti tecnico-economici relativi alla realizzazione della linea ferroviaria Rovereto-Mori-Riva del Garda.

 

La Giunta provinciale, nella sua ultima seduta, su proposta del presidente Maurizio Fugatti, lo ha messo nero su bianco dando il via alla programmazione dell'opera. Uno degli elementi di partenza per lo svolgimento degli studi previsti è rappresentato dalle tre proposte scaturite dal concorso di idee indetto a suo tempo dalla Provincia autonoma nell’ambito del progetto Metroland, interrotto per le criticità che erano emerse.

 

“Vogliamo evitare gli errori del passato – sottolinea il presidente Fugatti – senza però rinunciare ad immaginare soluzioni anche alternative al traffico su gomma per risolvere il problema della mobilità lungo un asse stradale densamente trafficato. Abbiamo pertanto deciso di affidare a Rfi, senz’altro il soggetto più titolato, l’incarico di predisporre lo studio circa la fattibilità dell’opera: definire il possibile tracciato, scelto tra diverse alternative, le politiche trasportistiche implicate, il modello di esercizio sulla base delle analisi della domanda, le linee-guida progettuali per focalizzare gli interventi e definire l’eventuale impegno economico”.
 

Fra il 1891 e il 1936, come si ricorderà, esisteva una linea a scartamento ridotto, che collegava la stazione di Rovereto con Riva del Garda. Nel sito ''ferrovieabbandonate.it'' si spiega che il tratto Mori-Nago è stato utilizzato per la realizzazione di una pista ciclabile, mentre quello da Nago a Riva del Garda è quasi completamente scomparso, inglobato nella viabilità stradale. Inoltre quella che era la stazione di Arco ''è in buone condizioni - si legge - ed è usata come autostazione; la stazione di Riva del Garda (utilizzata per anni in passato come autostazione) è stata recentemente ristrutturata e ospita un ristorante e una gelateria; alcune parti sono state ricostruite come se fosse una stazione ferroviaria in uso e nel retro è stato riposizionato anche un vecchio binario''.

 

La realizzazione della ferrovia Rovereto-Riva del Grada è una delle opere delle quali si parla da anni ed è vista da molti come la panacea di ogni problema di traffico e di inquinamento legati alla viabilità stradale che collega la valle dell'Adige al Garda. Ma c'è qualcuno che la pensa più in grande e solo pochi giorni fa il Dolomiti dava spazio all'idea di Antonio Martinelli, giovane laureato in economia all'Università di Trento che ha chiuso i suoi studi proprio con una tesi incentrata sulla mobilità sostenibile in Trentino (in particolare sulla tratta ferroviaria Mori-Arco-Riva) che ha spiegato come il collegamento dovrebbe essere non solo tra Rovereto e Riva ma tra Monaco e Riva: ''Un progetto del genere rientrerebbe nel cosiddetto corridoio Helsinki-Malta, promosso (insieme a molti altri) dall'Unione Europea''.

 

In ogni caso lo studio di fattibilità sul nuovo collegamento ferroviario, previste dalla convenzione Provincia-RFI, saranno articolate nelle seguenti attività:

- studio di trasporto, finalizzato sia alla valutazione dei prevedibili effetti sulla mobilità intercomunale che potranno prodursi nell’area, anche per effetto del futuro riassetto dei servizi ferroviari (modello di esercizio), sia alla valutazione di opportuni indicatori da utilizzarsi nell’ambito della preliminare analisi di redditività dell’investimento;

- analisi Multi-Criteria (AMC) finalizzata alla individuazione della migliore delle alternative esaminate;

- preliminare analisi costi/benefici della migliore alternativa risultante dall’AMC.

I tempi per la realizzazione dello studio sono stati stimati da Rfi in massimo 270 giorni. Le risorse impegnate dalla Provincia sono pari a 35.000 euro.

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