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| 26 mag 2021 | 16:42

I camion vela dei Pro Vita tornano a Trento, stavolta contro il Ddl Zan. Ianeselli: "Supportiamo il decreto, ma riconosciamo la libertà di espressione"

"Diciamo no al Ddl Zan", così recitano i manifesti realizzati dai Pro Vita che nei prossimi giorni gireranno per la città di Trento. Dopo la battagli contro la pillola abortiva la onlus torna alla carica, stavolta contro il decreto contro la violenza e la discriminazione basate sul genere e sull'orientamento sessuale

I camion vela dei Pro Vita tornano a Trento, stavolta contro il Ddl Zan
di Mattia Sartori

TRENTO. I camion vela dei Pro Vita tornano a Trento e stavolta ce l’hanno con il Ddl Zan. Erano già balzati agli onori della cronaca per la loro battaglia contro la pillola abortiva, quando a dicembre avevano affisso vari manifesti che paragonavano il farmaco ad un veleno e in generale portando avanti una campagna di disinformazione così pressante da costringere il sindaco Ianeselli ad ordinare la rimozione delle pubblicità.

 

Questa volta l’onlus Pro Vita e Famiglia, che “si impegna per costruire una società fondata sui valori della vita e della famiglia (ovviamente solo quella “naturale”, formata da uomo e donna), contro la cultura della morte”, si schiera contro l’approvazione del Ddl Zan, il decreto contro la violenza e la discriminazione legate a identità di genere o orientamento sessuale che negli ultimi mesi è stato al centro del dibattito pubblico.

 

Il piano di battaglia sembra essere sempre lo stesso: inondare i centri urbani con manifesti, camion vela e banchetti “informativi” riportanti slogan sensazionalistici contro quella che loro definiscono “una legge sessista e misogina”. Nel mirino ci saranno soprattutto le circoscrizioni di elezione dei senatori che in Commissione Giustizia appoggiano il Ddl Zan. In particolare saranno due i manifesti che gireranno in città: uno contro le drag queen nelle scuole e uno contro le donne transgender negli sport femminili, entrambe storpiature ed esagerazioni della situazione reale.

 

Il vice presidente Jacopo Corghe dichiara: “Chi non vuole Drag queen a scuola a leggere fiabe ai bambini non deve essere tacciato di omofobia o transfobia, è questa la vera discriminazione che sta per essere attuata nei confronti di tanti genitori che non vogliono che i loro bambini debbano celebrare l’omosessualità, il transgenderismo, la bisessualità, il lesbismo e la transessualità come prescritto nell’art. 7 del Ddl Zan. Oltretutto, i senatori Cirinnà, Unterberger, Mirabelli, Maiorino e Grasso spieghino ai loro elettori non solo perché si vuole indottrinare i nostri figli alla teoria 'gender', ma come sia possibile che uomini biologici che si 'sentono' donne possano partecipare e competere in competizioni sportive contro le donne”.

 

Il Ddl però non impedisce di dare voce alla propria opinione, a meno che questa non porti ad atti concreti di violenza e discriminazione. Nell’articolo 4 infatti si legge: “Ai fini della presente legge, sono fatte salve la libera espressione di convincimenti o opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee o alla libertà delle scelte, purché non idonee a determinare il concreto pericolo del compimento di atti discriminatori o violenti". I genitori dunque sarebbero liberissimi di obiettare alle eventuali iniziative proposte dalla scuola, purché la critica non decada in violenza e/o discriminazione.

 

Il sindaco Ianeselli a ilDolomiti.it dichiara: “A dicembre abbiamo ordinato la rimozione dei manifesti in quanto diffondevano notizie false sulla pillola abortiva per enfatizzare il proprio messaggio, affermando che fosse un veleno in grado di uccidere. In questo caso dobbiamo ancora vedere cosa dicono i manifesti, quindi per il momento non c’è motivo di procedere ad un’azione simile. Come Comune ribadiamo il nostro supporto al Ddl Zan e sogniamo un mondo privo di esclusioni e discriminazioni, ma riconosciamo anche la libertà di espressione di tutti. Per questo, nonostante il messaggio portato possa essere contrario alle nostre convinzioni, se questo viene presentato in modo corretto da parte nostra non ci sarà nessun tipo di azione di rimozione”.

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