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Mascherine tra i prati della Val di Fassa (IL VIDEO), l'agricoltore sul trattore: ''Salveranno il mondo''

Sono sempre di più anche in quota le mascherine abbandonate, gettate e lasciate a inquinare l'ambiente. Si calcola che ogni minuto siano utilizzate 3 milioni di mascherine nel mondo

Di L.P. - 08 settembre 2021 - 16:54

MOENA. ''Le mascherine salveranno il mondo'', dice l'agricoltore in sella al suo trattore mentre viaggia tra i prati e le stradine della Val di Fassa. Siamo a più di 1.000 metri di altitudine in Trentino, in una delle valli delle Dolomiti più belle e famose per la natura incontaminata e i paesaggi da ''Patrimonio dell'Umanità''. Eppure anche qui, in sui campi è un fiorire di mascherine abbandonate (in pochi secondi e pochi metri ne filma tre) portate dal vento, lanciate e abbandonate per strada da turisti e residenti poco attenti.

 

L'agricoltore è esasperato perché ormai da tempo è un continuo raccogliere e buttare via e, ovviamente, le conseguenze per la natura sono drammatiche. National Geographic stima che nell'ultimo anno e mezzo, dopo l'arrivo del Coronavirus, nel mondo vengono utilizzati 65 miliardi di guanti ogni mese mentre il numero delle mascherine è quasi doppio: 129 miliardi al mese che si traduce in 3 milioni di mascherine ogni minuto.

 

''Un altro studio - si continua a leggere su nationalgeographic nell'articolo ''Coronavirus: il tragico inquinamento causato dalla dispersione di mascherine usa e getta'' - documenta che ogni giorno vengono gettate 3,4 miliardi di mascherine o schermi facciali. Si stima che in Asia vengano buttate 1,8 miliardi di mascherine al giorno, la quantità più alta tra i continenti''.

 

E ovviamente le mascherine sono stanze inquinanti all'ennesima potenza. Sono realizzate con svariate fibre di plastica, tendenzialmente polipropilene, che ci mettono decenni, se non secoli, a smaltirsi frammentandosi in sempre più piccole micro e nanoplastiche. La questione era esplosa qualche tempo fa legata soprattutto all'inquinamento in mare ed erano circolate diverse foto di animali con mascherine agganciate al becco, incastrate nelle zampe, morte perché ne avevano ingerita una. Sono situazioni che però si possono ritrovare ad ogni latitudine e, purtroppo, ormai, ad ogni altitudine.

 

Anche la montagna è vittima dell'incuria e della maleducazione degli esseri umani e le mascherine, in questa fase storica, rappresentano il segno più evidente della nostra presenza. Non ci sono scuse o scorciatoie, dipende dalla responsabilità del singolo: le mascherine salvano la vita dal Covid ma possono causare altri (come se non ce ne fossero già abbastanza), gravissimi danni, alla natura e all'ambiente. 

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