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| 20 gen 2021 | 10:58

"Mi hanno chiesto di prenderle in affidamento, ma non posso permettermelo'' le capre di Agitu sono state portate via. La pastora Zott: ''Triste vederle su un camion''

Le capre sono state affidate a numerosi allevatori. L'avvocato Schuster rilancia il progetto di rilevare l’azienda agricola nata dalla passione e dall’intuizione di Agitu per garantire continuità al suo progetto. Tutto questo con i soldi che sono stati raccolti 

Mi hanno chiesto di prenderle in affidamento, ma non posso permettermelo'' le capre di Agitu sono state portate via
di Redazione

TRENTO. “Le capre di Aghi sono state portate via. Mi è stato chiesto di accudire gli animali fin quando non si sarebbe presa una decisione. Ed infine mi hanno chiesto di prenderle in affidamento, ma non posso permettermelo, a mie spese non avrei potuto”. Queste le parole di Beatrice Zott, la giovane pastora della Valle dei Mocheni che fino a ieri si è presa cura delle capre di Agitu.

 

Con un post su Facebook ieri ha spiegato che sono state affidate ad altri numerosi allevatori.

Beatrice, 20 anni, è una pastora che ha dimostrato un'esperienza che non ha nulla da invidiare ad altri pastori. Conosceva Agitu da ormai qualche anno e dopo la tragedia di qualche settimana fa si era fatta avanti per custodire e accudire le capre nella stalla a Fierozzo.

 

Non ci ha pensato un attimo. Per ben due volte al giorno, saliva alla stalla, preparava il fieno e sfamava le capre ma le teneva anche pulite e seguiva le tante caprette gravide. Un lavoro non semplice ma che Beatrice ha portato avanti con amore e passione.

 

Un lavoro che comporta un impegno non solo fisico, di spazio ma inevitabilmente anche economico che la giovane pastora non può continuare a permettersi.

 

“Numerosi allevatori hanno preso gli animali in affidamento – ha scritto Beatrice Zott - ci si affeziona in così poco tempo. È stato triste vederle su un camion e vederle separare. Auguro agli animali il meglio, ai capretti la giusta e curata attenzione, auguro che trovino qualcuno che si affezioni che provi entusiasmo quando le vede con la pancia tonda, sazie”.

 

E continua: “Mi è stato chiesto di accudire gli animali fin quando non si sarebbe presa una decisione. Ed infine mi hanno chiesto di prenderle in affidamento, ma non posso permettermelo, a mie spese non avrei potuto. Spero di rivederle sulle montagne e sui pascoli della valle dei Mocheni, dove sono nate, dove anche loro hanno oggi lasciato un pezzo di cuore”.

 

Sono tantissimi i messaggi di vicinanza che sono arrivati alla giovane pastora. Nel corso di queste settimane era stata avviata una raccolta fondi che ad oggi è arrivata a circa 108 mila euro sulla piattaforma GoFundMe.

 

L’obiettivo di raccolta è stato spostato di volta in volta di 20 mila euro. Soldi che potrebbero essere utilizzati per rilevare l’azienda agricola nata dalla passione e dall’intuizione di Agitu per garantire continuità al suo progetto.

 

A riprendere l'importanza questo progetto, visto gli ultimi avvenimenti, è l'avvocato Alexander Schuster di +Europa. “Continuiamo a pensare che l'obiettivo sia rilevare l'azienda dagli eredi – spiega - ma come questi accadimenti dimostrano, il tempo stringe. Solo in questo modo si riesce a proseguire il sogno di Agitu, i suoi progetti e creandone altri importanti”.

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