"Mi hanno chiesto di prenderle in affidamento, ma non posso permettermelo'' le capre di Agitu sono state portate via. La pastora Zott: ''Triste vederle su un camion''
Le capre sono state affidate a numerosi allevatori. L'avvocato Schuster rilancia il progetto di rilevare l’azienda agricola nata dalla passione e dall’intuizione di Agitu per garantire continuità al suo progetto. Tutto questo con i soldi che sono stati raccolti

TRENTO. “Le capre di Aghi sono state portate via. Mi è stato chiesto di accudire gli animali fin quando non si sarebbe presa una decisione. Ed infine mi hanno chiesto di prenderle in affidamento, ma non posso permettermelo, a mie spese non avrei potuto”. Queste le parole di Beatrice Zott, la giovane pastora della Valle dei Mocheni che fino a ieri si è presa cura delle capre di Agitu.
Con un post su Facebook ieri ha spiegato che sono state affidate ad altri numerosi allevatori.

Beatrice, 20 anni, è una pastora che ha dimostrato un'esperienza che non ha nulla da invidiare ad altri pastori. Conosceva Agitu da ormai qualche anno e dopo la tragedia di qualche settimana fa si era fatta avanti per custodire e accudire le capre nella stalla a Fierozzo.
Non ci ha pensato un attimo. Per ben due volte al giorno, saliva alla stalla, preparava il fieno e sfamava le capre ma le teneva anche pulite e seguiva le tante caprette gravide. Un lavoro non semplice ma che Beatrice ha portato avanti con amore e passione.
Un lavoro che comporta un impegno non solo fisico, di spazio ma inevitabilmente anche economico che la giovane pastora non può continuare a permettersi.
“Numerosi allevatori hanno preso gli animali in affidamento – ha scritto Beatrice Zott - ci si affeziona in così poco tempo. È stato triste vederle su un camion e vederle separare. Auguro agli animali il meglio, ai capretti la giusta e curata attenzione, auguro che trovino qualcuno che si affezioni che provi entusiasmo quando le vede con la pancia tonda, sazie”.
E continua: “Mi è stato chiesto di accudire gli animali fin quando non si sarebbe presa una decisione. Ed infine mi hanno chiesto di prenderle in affidamento, ma non posso permettermelo, a mie spese non avrei potuto. Spero di rivederle sulle montagne e sui pascoli della valle dei Mocheni, dove sono nate, dove anche loro hanno oggi lasciato un pezzo di cuore”.
Sono tantissimi i messaggi di vicinanza che sono arrivati alla giovane pastora. Nel corso di queste settimane era stata avviata una raccolta fondi che ad oggi è arrivata a circa 108 mila euro sulla piattaforma GoFundMe.
L’obiettivo di raccolta è stato spostato di volta in volta di 20 mila euro. Soldi che potrebbero essere utilizzati per rilevare l’azienda agricola nata dalla passione e dall’intuizione di Agitu per garantire continuità al suo progetto.
A riprendere l'importanza questo progetto, visto gli ultimi avvenimenti, è l'avvocato Alexander Schuster di +Europa. “Continuiamo a pensare che l'obiettivo sia rilevare l'azienda dagli eredi – spiega - ma come questi accadimenti dimostrano, il tempo stringe. Solo in questo modo si riesce a proseguire il sogno di Agitu, i suoi progetti e creandone altri importanti”.













