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Portogallo e Romania a confronto: uno ha il più alto numero di vaccinati d'Europa e torna ''libero'', l'altro è travolto dal Covid e ha protetto solo il 28% dei cittadini

Sono i due estremi europei nella campagna vaccinale e mostrano plasticamente cosa sta succedendo. In un caso l'altissimo livello di popolazione protetta con le due dosi ha appiattito la curva dei decessi (nelle ultime settimane meno di 10 al giorno), anche i contagi sono in calo e i ricoveri ai minimi dall'inizio della pandemia. Nell'altro i decessi sono tornati a crescere (intorno ai 200 al giorno) come i contagi e gli ospedali sono nuovamente in sofferenza 

Di Luca Pianesi - 03 ottobre 2021 - 18:35

TRENTO. Da una parte un Paese con una popolazione che ha sempre dovuto fare i conti con un forte zoccolo duro di no-vax, che è ultima per popolazione vaccinata in Europa e oggi si trova dentro una nuova, drammatica ondata di Covid con migliaia di casi giornalieri registrati, ospedali che tornano a riempirsi e i decessi che sono saliti esponenzialmente nelle ultime due settimane, con il ritorno dell'autunno. Dall'altra il Paese con più vaccinati del Vecchio Continente, la curva dei decessi praticamente azzerata e ormai ''piatta'' dalla scorsa primavera e quella dei contagi addirittura in calo con un trend simile a quello italiano, pur con dati ancora più contenuti.

 

Stiamo parlando di Romani e Portogallo due stati agli antipodi per quanto riguarda la risposta delle popolazioni alle rispettive campagne vaccinali e le conseguenze della ''libera scelta'' di qualcuno sono sotto gli occhi di tutti e si trasformano in gravissime conseguenze per la collettività.

 

La Romania, 19,5 milioni di abitanti, può contare solo sul 28,15% di popolazione protetta con le due dosi di vaccino ed è, quindi, travolta dalla nuova ondata di Covid forte della variante Delta, come noto molto più contagiosa e per questo pericolosa. Radio Romania International spiega che 48 ore fa sono stati superati i 12.600 casi quotidiani a fronte di soli 79mila tamponi ''pari a un tasso di positività del 15,9%''. ''Secondo i dati forniti dal Gruppo di Comunicazione Strategica - si legge - nello stesso intervallo, a causa delle complicanze provocate dal coronavirus, 184 persone hanno perso la vita. Nelle unità sanitarie specializzate sono ricoverate 12.740 persone, di cui oltre 1400 nei reparti di terapia intensiva. Tra questi anche 20 minorenni. Il numero alto di contagi delle ultime due settimane ha fatto entrare 21 province nello scenario rosso, con oltre tre casi per mille abitanti. Il tasso di incidenza cumulativo di COVID-19 calcolato a 14 giorni ha raggiunto 8,28 contagi per mille abitanti nella capitale Bucarest''.

 

Ecco quindi che il governo ha dovuto reimporre una serie di misure (che hanno subito fatto scatenare una manifestazione di protesta per le vie di Bucarest al grido di ''no alla dittatura sanitaria'', perché gli slogan sono sempre gli stessi) per contenere la pandemia: obbligo delle mascherine negli spazi pubblici, al chiuso e all’aperto, dove l’incidenza è superiore ai 6 casi ogni 100.000 abitanti; limitazioni per ristorantipalestreteatri e cinema, che potranno far entrare meno della metà delle persone che possono ospitare che siano completamente vaccinate o guarite dall’infezione. E poi la misura ad hoc per i ''no-vax'' con coprifuoco nei week end solo per le persone che ancora non si sono fatte vaccinare.

 

Il Portogallo, 10,5 milioni di abitanti, invece, vive una situazione completamente diversa: qui è vaccinata con le due dosi l'84,13% della popolazione. I decessi sono da settimane meno di 10 al giorno e i nuovi casi sempre inferiori ai 1.000. Gli ospedali, quindi, sono a pieno regime e i pazienti Covid sono scesi al minimo da quando c'è la pandemia ed è così che da due giorni sono state tolte le restrizioni. Sono tornati aperti bar e locali notturni, chiusi da marzo 2020, ma rimarrà l'obbligo della mascherina sui mezzi di trasporto, nei grandi eventi, nelle case di cura e nei negozi. Il Green Pass non sarà obbligatorio in alberghi e palestre, d'altronde con dei numeri del genere sulla popolazione vaccinata le autorità portoghesi possono ritenersi soddisfatte, ma è comunque richiesto per viaggi in aereo, nave e per gli eventi sportivi.

 

Insomma con il vaccino il Portogallo torna a libertà altrimenti impensabili. La Romania, invece, ripiomba nell'incubo che ha vissuto buona parte del mondo l'anno scorso soddisfatti per non aver assecondato la ''dittatura sanitaria'' nella speranza, però, che chi è considerato complice di quella dittatura, i sanitari, gli strumenti medici, i medicinali, salvino più vite possibile anche questa volta. 

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