Contenuto sponsorizzato

"Preoccupati per le ricadute pesantemente negative anche sulle valli trentine'', la presa di posizione dopo che la Pat ha rimosso il direttore del Museo degli usi e costumi

Dal primo di giugno Giovanni Kezich, dopo 30 anni, non sarà più direttore del Museo di San Michele. Sulla vicenda intervengono Marcello Liboni, presidente del Centro Studi per la Val di Sole e Salvatore Ferrari presidente del Comitato di Gestione del Museo della Civiltà Solandra di Malé

Di Giuseppe Fin - 18 maggio 2021 - 10:16

TRENTO. “Preoccupazione per le possibili ricadute pesantemente negative sulle piccole realtà locali, che animano la totalità delle valli trentine”. La decisione da parte della Provincia di Trento di rimuovere Giovanni Kezich dalla guida del Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina continua a far emergenze molte perplessità agli addetti ai lavori e non solo.

 

Ad intervenire questa volta sono Marcello Liboni, presidente del Centro Studi per la Val di Sole e Salvatore Ferrari presidente del Comitato di Gestione del Museo della Civiltà Solandra di Malé con una lettera che è stata inviata allo stesso Kezich e all'assessore provinciale Mirko Bisesti.

 

Dal primo di giugno Giovanni Kezich, dopo 30 anni, non sarà più direttore del Museo di San Michele. La notizia è arrivata nei giorni scorsi. "Una scelta incomprensibile e autolesionista" aveva spiegato il direttore a Il Dolomiti aggiungendo che con questa decisione la Pat lascia "il museo senza una guida scientifica. Non può essere considerata un'azienda" (QUI L'ARTICOLO).

 

E' “con sorpresa e con dispiacere” spiegano Liboni e Ferrari che hanno appreso la notizia di trasferimento del direttore del Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina di San Michele all’Adige ad altro incarico. “Una scelta – proseguono - che di fatto rivoluziona un assetto che da anni ormai garantiva stabilità e prospettiva alla rete dei musei etnografici del Trentino, della quale anche il nostro Centro Studi per la Val di Sole è parte, per mezzo del Museo della Civiltà Solandra di Malé, ma di cui il Museo di San Michele è il cuore pulsante”.

 

Il Museo i questi anni è diventato guida, punto di riferimento per tutti i musei che sul territorio studiano e divulgano ai residenti e ai turisti contenuti etnografici. “Proprio per questa continua attenzione alla costruzione di una rete scientifica e culturale che unisse i territori e permettesse loro di interagire, non nascondiamo – spiegano Marcello Liboni, presidente del Centro Studi per la Val di Sole e Salvatore Ferrari presidente del Comitato di Gestione del Museo della Civiltà Solandra di Malé - la nostra preoccupazione che riguarda soprattutto il futuro che potrà avere questa indispensabile rete di contatti, conoscenze, condivisione culturale”.

 

Un timore che viene rivolto all'assessore Bisesti affinché, viene spiegato nella lettera, “tanti anni di lavoro, tanti progetti portati avanti con successo, con il Suo fondamentale contributo, non perdano da qui in avanti quella solida base premessa indispensabile a mantenere viva la cultura trentina là dove è nata, si è sviluppata e continua ancora oggi a evolversi”.

 

Qui la lettera 

 

 

 

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 12 giugno 2021
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
15 giugno - 10:32
Non hanno sortito effetto gli accordi presi tra giovani, residenti, esercenti e amministrazione. Secondo quanto riportano i cittadini i [...]
Cronaca
14 giugno - 19:15
“Serve responsabilità e più educazione” ha spiegato il sindaco di Trento Franco Ianeselli annunciando che l'amministrazione ha deciso di [...]
Cronaca
15 giugno - 08:52
La Squadra Mobile ha arrestato un uomo in relazione al reato di maltrattamenti in famiglia, un trentottenne straniero, ma da anni residente a [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato