Nuovo direttore agli usi e costumi di San Michele per il dopo Kezich, Manica: ''Nominato un funzionario amministrativo su quali basi scientifiche?''
Tiene banco la vicenda che riguarda Kezich, l'interessato aveva spiegato: "Una scelta incomprensibile e autolesionista: con questa decisione la Pat lascia il museo senza una guida scientifica. Non può essere considerata un'azienda". Perplessi per il Centro Studi per la Val di Sole e Salvatore Ferrari, presidente del Comitato di Gestione del Museo della Civiltà Solandra di Malé

TRENTO. "E' necessario conoscere su quali basi scientifiche poggia la nomina di un funzionario amministrativo nel ruolo di nuovo direttore". Questo il commento Alessio Manica (Partito democratico) sulla vicenda che riguarda Giovanni Kezich, rimosso dopo 30 anni dal Museo degli usi e costumi della gente tridentina.
Non c'è solo il nodo relativo alla nomina di Andrea Asson a sostituto direttore dell'Ufficio per l'innovazione e la partecipazione culturale della Provincia di Trento (Qui articolo). Il caso del capo di gabinetto dell'assessorato alla cultura e all'istruzione della Provincia che aveva raggiunto la ribalta della cronaca nazionale (Qui articolo) perché aveva condiviso sui suoi canali social post e immagini di QAnon, setta che sostiene l'ipotesi che nel mondo c'è un complotto teso a instaurare un ordine mondiale fondato su reti di pedofilia a livello globale, pratiche ebraiche oscure, cabale e stupidaggini simili.
Tiene banco anche la vicenda che riguarda Kezich: "Una scelta incomprensibile e autolesionista" aveva spiegato a Il Dolomiti aggiungendo che con questa decisione la Pat lascia "il museo senza una guida scientifica. Non può essere considerata un'azienda" (Qui articolo). Un cambio che lascia molte perplessità sul tavolo. A intervenire erano stati Marcello Liboni, presidente del Centro Studi per la Val di Sole e Salvatore Ferrari, presidente del Comitato di Gestione del Museo della Civiltà Solandra di Malé, con una lettera inviata all'assessore Bisesti per esprimere: “Preoccupazione per le possibili ricadute pesantemente negative sulle piccole realtà locali, che animano la totalità delle valli trentine" (Qui articolo).
E l'ultima delibera in materia della Provincia leghista sembra utilizzare il "metodo Sgarbi" per l'ente in piana Rotaliana, cioè indicare un direttore con competenze più amministrative. "In relazione alla vacanza, a decorrere dal 1 giugno 2021, dell’incarico di direttore del Museo degli usi e costumi della gente trentina - si legge nella delibera - si dispone, come proposto dal Consiglio di amministrazione del museo con nota del 20 aprile 2021, il conferimento dell’incarico di sostituzione al dott. Lionello Zanella, direttore già in servizio presso il medesimo museo, ai sensi di quanto previsto dall’articolo 34 bis della legge provinciale n. 3/1997. Fino a nuove disposizioni il dott. Zanella manterrà ad interim anche la direzione dell’Ufficio affari generali, attualmente ricoperto come titolare".
Un cambio per un museo negli anni diventato un punto di riferimento per tutte quelle realtà del territorio che studiano e divulgano a residenti e turisti i contenuti etnografici. Da qui un'interrogazione del consigliere provinciale dem. "Diventa necessario valutare su quali basi è stata presa questa decisione, quelle curricolari, tecniche e scientifiche, così come per quali motivazioni specifiche di competenze etnografiche si è stabilita la nomina per il sostituto direttore del Museo degli usi e costumi della gente tridentina", conclude Manica.
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