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“Le rimozioni? Piccineria provincialista, un’incredibile epurazione”, centinaia di firme e commenti per “salvare” il museo degli Usi e Costumi

Sono tantissimi i commenti arrivati per sostenere Giovanni Kezich e Antonella Mott improvvisamente sostituiti dalla direzione del museo degli Usi e Costumi: “Avete fatto tanto per il Trentino e ora ecco il ringraziamento”, “Ingiustificata e miope decisione” e “Una disgrazia per gli studi antropologici”

Di Tiziano Grottolo - 15 April 2022 - 13:24

TRENTO. “Incredibile epurazione”, “Avete fatto tanto per il Trentino e ora ecco il ringraziamento”, “Ingiustificata e miope decisione”, “Inaudita follia”, “Una disgrazia per gli studi antropologici”. Sono questi alcuni dei commenti arrivati assieme alle firme (oltre 800, fra cui quella del cantautore Francesco Guccini) per sottoscrivere la petizione “Salviamo il Museo di San Michele!”. La vicenda ormai è nota Giovanni Kezich e Antonella Mott, rispettivamente direttore e vicedirettrice dell’ente museale, sono stati improvvisamente sostituiti senza una chiara motivazione.

 

Nella petizione venivano posti anche una serie di quesiti rivolti all’assessore all’istruzione, università e cultura Mirko Bisesti, per chiedere quale sia stato il motivo della rimozione dei due professionisti; se “vi siano delle garanzie istituzionali per la futura tutela dell’attività del Museo, che sia in linea con la sua missione e la sua cinquantennale tradizione di ricerca scientifica e di lavoro” e se l’eventuale individuazione di un nuovo direttore sarà conforme con la vocazione demoetnoantropologica del museo stesso.

 

La risposta a parte dei quesiti è arrivata per le vie di fatto con la nomina nel ruolo di direttore del Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina di Armando Tomasi. Nomina che era stata salutata così da Bisesti: “Mi complimento con il Consiglio d’amministrazione per la scelta fatta. Tomasi è persona di grande correttezza, direttore esperto dell’amministrazione provinciale saprà dare al museo l’impulso di cui necessita per proporsi con nuovo slancio nel panorama museale locale, nazionale e internazionale”.

 

Dal canto suo Kezich, che nel frattempo ha scritto anche una lettera a Bisesti, non può che dirsi deluso: “Nessuno si è preso la briga di risponderci, come se non bastasse si è voluto procedere con la nomina di una persona completamente estranea, dal punto di vista curricolare e professionale, sia al campo museale o museografico sia alla disciplina di studio delle tradizioni popolari”. Secondo l’ex direttore la vicenda “è un atto inequivocabile di chiusura culturale e di piccineria provincialista, che umilia la professione delle tradizioni popolari e la sua tradizione di studi, umilia il Museo, e umilia in definitiva tutto il Trentino”.

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