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Prima voleva denunciare la Cina, poi era stato multato per una maxicena, ora scoppia un focolaio nell'Hotel di Cortina dei Cinepanettoni

L'hotel ritorna alla ribalta dopo che l'anno scorso il proprietario aveva deciso di avviare una causa civile contro il ministero della salute cinese perché avrebbe segnalato troppo tardi i rischi di Covid, ma a dicembre era stato multato per una maxi cena. Questa volta sono state rilevate una serie di positività tra il personale della struttura

Pubblicato il - 11 marzo 2021 - 16:35

CORTINA D'AMPEZZO (Belluno). Focolaio di coronavirus all'hotel de la Poste. L'albergo, tra i più storici di Cortina d'Ampezzo e conosciuto per i cinepanettoni dei fratelli Vanzina, riaprirà a fine maggio.

 

L'hotel ritorna alla ribalta dopo che l'anno scorso il proprietario, Gherardo Manaigo, aveva deciso di avviare una causa civile contro il ministero della salute cinese perché avrebbe segnalato troppo tardi i rischi di Covid, quindi a dicembre l'hotel era stato multato per una maxi cena che avrebbe violato le disposizioni per fronteggiare il contagio (Qui articolo). Questa volta sono state rilevate una serie di positività tra il personale della struttura.

 

Un focolaio, probabilmente, strascico di una serie di eventi organizzati in questa stagione invernale mai partita. A febbraio l'hotel è stato sede del Fuori mondiali di sci alpino di Cortina, quindi ha ospitato una manifestazione di Polo e il premio "Car of the years", dedicato alle auto dell'anno. 

 

Se la "bolla" pianificata per la gestione dei mondiali sembra aver funzionato (oltre 20 mila tamponi e 22 positivi asintomatici), qualcosa potrebbe essere andato storto proprio all'interno dell'albergo, che ha ospitato "Casa Veneto", il quartiere generale della promozione regionale. Il titolare ha spiegato di aver seguito i protocolli ma che il contagio è avvenuto perché si lavora senza vaccino e che si dovrebbe impartire un'accelerazione alla campagna.

 

La catena del contagio potrebbe essere partita nel periodo della kermesse iridata, secondo le ricostruzioni dell'Uls di Belluno. La prima notizia del focolaio risale al 2 marzo: un atleta di ritorno dalla manifestazione equestre risulta positivo alla variante inglese ai test effettuati all'aeroporto di Venezia

 

L'uomo rivela di aver alloggiato proprio all'hotel de La Poste e così scattano i controlli sul personale, vengono trovati altri 12 contagi, riconducibili alla variante inglese. Non ci sono conferme di infezioni emerse tra gli ospiti, ma non si esclude che l'atleta possa essersi contagiato proprio in albergo.

 

A "Casa Veneto" era stato, infatti, allestito anche un set televisivo. Lì alloggiavano gli inviati di quotidiani e televisioni. E proprio una decina di quei giornalisti si sono scoperti positivi alla variante inglese del virus.  La struttura è stata sanificata ma resterà chiusa fino al 22 maggio anche perché in questo momento, complice anche l'inserimento della Regione in zona arancione, il turismo si è azzerato. 

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