Processo Manfrini, la tesi del 'cane omicida' traballa, il Pm: “Stupito da approssimazione e mancanza di scientificità”
I periti e i consulenti tecnici di parte protagonisti ieri, 18 maggio, in Corte d'Assise nel processo per l'omicidio di Eleonora Perraro. Contestata fortemente la ricostruzione della difesa, che continua a vedere in Achille (il labrador della coppia) il vero responsabile dell'omicidio

TRENTO. E' stata un'udienza lunghissima (e con alcuni momenti di tensione) quella che ieri, 18 maggio, ha visto protagonisti in Corte d'Assise i periti ed i consulenti tecnici scelti dalle parti in causa sull'omicidio Perraro: dalle 9 alle 18 la difesa ha giocato il tutto per tutto, cercando di ribadire prima l'eventuale incapacità di intendere e volere per Manfrini e poi il ruolo fondamentale che Achille, il cane della coppia, avrebbe avuto nell'uccisione di Eleonora.
Il caso in questione è quello relativo all'assassinio di Eleonora Perraro, avvenuto nella notte tra il 4 ed il 5 settembre del 2019 e per il quale l'unico imputato è il marito, Marco Manfrini, ritrovato sporco di sangue sulla scena del crimine. Nel corso delle varie udienze, la difesa (affidata all'avvocata Elena Cainelli) ha seguito diverse strade, puntando inizialmente sull'infermità mentale dell'uomo, poi sul ruolo che avrebbe giocato un misterioso secondo uomo nella tragedia ed infine sulla presunta colpevolezza del cane della coppia, Achille, all'epoca dei fatti un cucciolo di labrador di appena 10 mesi. Oggi nell'aula del Palazzo di Giustizia di Trento tutti gli elementi sono stati in qualche modo ripresi dai vari consulenti tecnici scelti dalla difesa.
Protagonista della prima parte dell'udienza la situazione psichiatrica di Manfrini. Secondo il perito della difesa infatti, se anche l'uomo dovesse essere considerato colpevole dell'uccisione della moglie: “Credo che si possa riconoscere l'incapacità di intendere e volere o comunque la semi-infermità”. Impossibile invece, secondo le parti civili, che a 27 anni di distanza dagli ultimi (“e brevissimi”) episodi psicotici manifestati da Manfrini, proprio la sera del 4 settembre di due anni fa questi abbiano giocato un ruolo nell'uccisione di Eleonora.
A seguire poi gli interventi dei vari specialisti di medicina legale. “Nei morsi animali, essendo la loro dentatura diversa da quella umana, le tracce lasciate si distinguono per la prevalenza dei canini: la mia ipotesi è che le ferite rinvenute sul volto della vittima siano state causate da un generico oggetto contundente. Fossero stati opera del morso di un animale i segni particolari dell'azione dei canini sarebbero emersi chiaramente”. A parlare è Dario Raniero (il medico legale che ha eseguito l'autopsia sul corpo di Eleonora) secondo cui per spiegare le numerose “ferite lacero contuse” ritrovate sul viso della donna, piuttosto che pensare all'azione di un cane bisognerebbe immaginare un violento urto con la superficie ruvida dell'ulivo vicino al quale è stata rinvenuta la vittima, sulla cui corteccia sono tra l'altro state rinvenute tracce ematiche. “Ho pensato a possibili morsi umani – ha spiegato piuttosto Raniero – perché sul cadavere sono stati rinvenuti altri segni riconducibili alla nostra dentatura”. Un livido sulla coscia in particolare, per la particolare forma, sarebbe “suggestivo di un morso umano”, dubbio che circonda anche l'origine di una lesione rinvenuta intorno ad un capezzolo.
Non ci sono dubbi invece sulla causa della morte di Eleonora: accusa e difesa convengono sull'asfissia, ma le interpretazioni dei fatti sono radicalmente opposte. Se da una parte Manfrini è considerato responsabile dello strozzamento (e secondo Raniero nel corso dell'autopsia sarebbero stati rinvenuti 'segni' sufficienti a far pensare ad una forte pressione operata sul collo di Eleonora da un essere umano, a partire da lividi riconducibili alle dita di una mano, dai graffi e dalle infiltrazioni di sangue nei muscoli del collo) per la difesa la dinamica sarebbe diversa e vedrebbe in un attacco di Achille (intervenuto, a quanto pare, per 'difendersi' da una non del tutto chiarita minaccia) la causa della morte della donna, che sarebbe in poche parole soffocata nel proprio sangue.
All'origine della teoria il tasso alcolemico molto alto rilevato nel sangue di Perraro (3,6 g/l), che avrebbe secondo la ricostruzione della difesa inibito addirittura il riflesso della tosse. L'attacco di Achille al volto di Eleonora (che sarebbe prima caduta rovinosamente addosso all'ulivo) avrebbe quindi fatto il resto e la donna sarebbe morta in terra, incapace di respirare per il copioso sanguinamento causato dalle ferite ed incapace di reagire al pericolo per l'intossicazione da alcool. Anche i segni sul collo della vittima, inoltre, sarebbero stati inferti dal cane. Per spiegare invece la lesione al capezzolo, il perito della difesa Daniele Rodriguez ha parlato della possibilità di un semplice eczema. Il livido sulla coscia poi (lo stesso che secondo il medico legale che ha effettuato l'autopsia sul corpo di Eleonora potrebbe essere ricondotto ad un morso umano) sarebbe stato causato dall'impatto della gamba contro un faretto ritrovato poco distante dal corpo: “Ci sta benissimo” il commento di Rodriguez, che all'inizio del suo intervento ha citato (senza però approfondire) la presenza di una “terza persona” sulla scena del delitto quella sera.
Dopo alcuni momenti di tensione seguiti alla ricostruzione (con lo stesso Rodriguez a pretendere delle scuse faccia a faccia da uno degli avvocati delle parti civili), ha preso ancora la parola per la difesa Paolo Pascolo, ordinario dell'Università di Udine in pensione, che nella sua relazione ha parlato, basandosi su alcune comparazioni fotografiche, di Achille all'epoca dei fatti come di un cane “completamente cresciuto, con denti pienamente formati” e che aveva già raggiunto la sua “altezza massima”, sostenendo anche che i labrador sarebbero “più mordaci in media dei rottweiler”. Secondo il perito della difesa il cane non sarebbe stato anch'esso vittima di violenze quella sera (come sostenuto invece dalla famiglia della vittima Qui Articolo), e la dentiera di Manfrini, rinvenuta sotto il corpo di Eleonora e sulla quale i Ris hanno trovate tracce di sangue in sede d'indagine, sarebbe stata invece pulita. A testimoniarlo alcune fotografie che hanno scatenato un battibecco in aula dopo le contestazioni dell'accusa e delle parti civili, fatto che ha portato in seguito il giudice Giuseppe Serao a sospendere per circa 20 minuti l'udienza.
Alla ripresa, dopo l'intervento del Pm Fabrizio de Angelis, che si è detto “stupito dalla mancanza di scientificità e dall'approssimazione” con la quale Pascolo sarebbe arrivate alle sue conclusioni, l'ultimo a intervenire (per le parti civili) è stato il veterinario Roberto Guadagnini, che ha rigettato le ipotesi e le ricostruzioni presentate dal perito della difesa sul ruolo che avrebbe giocato Achille nell'omicidio. “Il labrador ha subito lesioni permanenti, ancor oggi zoppica” ha spiegato riferendosi alle violenze subite dall'animale e ribadendo infine, in merito alle lesioni sul volto della vittima: “Quello non è assolutamente il morso d'un cane”.












