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Rifiuti a Trento, discarica in via di esaurimento. Ianeselli: "Ampliarla non è una soluzione, servono risposte innovative, strutturali e sostenibili"

Con la discarica di Ischia Podetti quasi piena bisogna pensare alle prossime soluzioni. La Provincia propone un'espansione della discarica, ma Ianeselli non è d'accordo: "Non sarebbe una soluzione strutturale, ci limiteremmo a comprare tempo. Serve una nuova stagione di iniziative innovative e coerenti con i principi dell'economia circolare"

Di Mattia Sartori - 03 March 2021 - 16:18

TRENTO. Non siamo in emergenza, ma poco ci manca”, così il sindaco Ianeselli sui social comincia la sua riflessione sul problema rifiuti. Il tema è un punto caldo del dibattito pubblico negli ultimi tempi. Nei giorni scorsi è stato infatti comunicato che la discarica di Ischia Podetti, la più grande del Trentino e luogo dove va a finire la maggior parte dei rifiuti di tutta la Provincia, si sta esaurendo. Secondo quanto riportato da Ianeselli infatti, dato il volume di stoccaggio rimanente, le stime prevedrebbero una chiusura della discarica verso fine estate.

 

“Anche se l'impegno dei cittadini di Trento e di molti altri comuni ha consentito alla raccolta differenziata di raggiungere punte dell'85 per cento – spiega il sindaco -, ci sono zone della Provincia che superano di poco il 60 per cento. Dunque tonnellate di rifiuti che potrebbero essere riciclati finiscono in discarica. C'è poi da aggiungere che nell'ultimo periodo sono aumentati in modo importante i rifiuti speciali portati a Ischia Podetti grazie anche alle tariffe vantaggiose che hanno incoraggiato molte aziende a smaltire a Trento (oggi i rifiuti speciali sono circa il 40 per cento delle 75 mila tonnellate conferite ogni anno)”.

 

Sorge quindi spontanea la domanda: che cosa si farà con i rifiuti d’ora in poi? La proposta della Provincia è quella di ampliare la discarica per aumentare la capacità di stoccaggio e risolvere il problema per una decina d’anni, ma Ianeselli non è d’accordo. “Si tratterebbe di una soluzione non strutturale, ci limiteremmo a comprare qualche anno di tempo senza risolvere il problema. Inoltre una discarica più grande avrebbe un impatto ambientale maggiore, non in linea con le nuove direttive in materia di rifiuti”.

 

Le discariche hanno infatti un impatto molto pesante, anche maggiore di quello degli inceneritori secondo una ricerca effettuata dall’Università di Trento e quella di Tor Vergata in collaborazione coi Politecnici di Milano e Torino. Inoltre la direttiva Ue 2018/850 pone un obiettivo molto chiaro: entro il 2035 potrà essere conferito in discarica solo il 10 per cento del totale di rifiuti urbani.   

 

Bisogna quindi trovare un’altra soluzione. Per il primo cittadino di Trento bisogna elaborare “un piano organico e lungimirante che, come avvenuto all'inizio degli anni Duemila, avvii una stagione di iniziative innovative e coerenti con i principi dell'economia circolare”. Bisogna chiudere il cerchio, insomma, e trovare il modo migliore di riutilizzare ciò che altrimenti verrebbe buttato.

 

“Il primo versante su cui lavorare – continua Ianeselli - è quello della riduzione dei rifiuti: su scala provinciale va incentivata la vendita dei prodotti sfusi nei negozi e nella grande distribuzione (per questo esistono pure dei contributi statali), vanno ridotti gli imballaggi, eliminato l'usa e getta, migliorata la qualità della raccolta differenziata non solo domestica, ma anche stradale. L'altro versante è quello del recupero dei rifiuti: ispirandosi a esempi italiani ed europei, occorre aprire centri per il riuso, la riparazione e la decostruzione degli oggetti in modo da sottrarre le materie prime alla discarica (cosa che avrebbe pure ricadute occupazionali). Vanno infine selezionati e recuperati i materiali riciclabili sfuggiti alla raccolta differenziata”.

 

“A valle di queste iniziative, si valuterà cosa manca per chiudere il ciclo e quali siano le tecnologie migliori e meno impattanti dal punto di vista ambientale per evitare di ricorrere in futuro alla discarica. Tra qualche anno mi piacerebbe che Ischia Podetti fosse una collina erbosa bonificata o forse anche qualcosa di più, come avvenuto a Tel Aviv con la discarica vicino all'aeroporto: l'hanno trasformata in una zona verde, in un fornitore di bio-gas naturale e in una struttura per l'educazione ambientale. Non credo sia tempo di mettere in campo soluzioni già vecchie – conclude il sindaco -, bisogna trovare risposte innovative, strutturali e sostenibili, che non trasferiscano i problemi agli amministratori che verranno dopo di noi”.

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