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Sanitari no vax, medici e infermieri: ''Apss lenta nelle sospensioni: segno di debolezza e poco rispetto verso operatori responsabili''

Gli Ordini dei medici e delle professioni infermieristiche lamentano, con preoccupazione, una certa lentezza nell'applicare le disposizioni di legge da parte dell'Apss: "Serve approccio fermo e rigoroso''. Intanto l'Azienda rassicura: "Cronoprogramma rispettato"

Di Luca Andreazza e Giuseppe Fin - 24 ottobre 2021 - 06:01

TRENTO. "Ogni ritardo nel sospendere i sanitari no vax è pericoloso per la salute degli operatori e dei pazienti ma anche un segno di debolezza". Così Marco Ioppi, presidente dell'Ordine dei medici, mentre Daniel Pedrotti, presidente dell'Ordine delle professioni infermieristiche, aggiunge: "La norma è chiarissima però c'è un certo attendismo non più giustificabile da parte dell'autorità sanitaria, il Dipartimento di prevenzione dell'Apss nel dare piena applicazione alla legge sull'obbligo vaccinale in sanità".

 

Il dl 1 aprile scorso, numero 44 convertito in legge 76/2021, dispone l’obbligo della vaccinazione per contrastare Covid per le professioni sanitarie e per gli operatori di interesse sanitario al fine di tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza nell'erogazione delle cure e dell’assistenza ai cittadini. La legge definisce anche che la vaccinazione costituisce requisito essenziale per l’esercizio della professione sanitaria, quindi per fare l'infermiere, il medico, il fisioterapista e così via.

 

Oltre a Futura (Qui articolo) anche Ioppi e Pedrotti lamentano, con preoccupazione, una certa lentezza nell'applicare le disposizioni di legge da parte dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari. "C'è molta confusione - dice Ioppi - i dati non sono chiari perché il compito dell'Ordine è quello di sospendere dall'albo i professionisti segnalati come inadempienti. A oggi abbiamo avviato 28 procedimenti tra indirizzi sbagliati e personale che si è messo successivamente in regola. Ma le autorità tergiversano e prendono tempo e così gli operatori che si sono vaccinati con senso di responsabilità, dovere etico e morale rischiano la beffa". 

 

Insomma, la richiesta è quella di accelerare e operare un cambio di passo netto e deciso in materia sospensioni. "Si tratta in prima istanza - spiega Pedrotti - di una questione di sicurezza delle cure e del rispetto di una legge dello Stato italiano" con Ioppi che ribadisce: "Gli operatori no vax rinnegano il codice deontologico, le posizioni anti-scientifiche non possono trovare spazio nell'agire di un medico che è chiamato a tutelare i pazienti, in particolare quelli più fragili che rischiano con la vita se contraggono il Covid. Inoltre anche il Consiglio di Stato ha legittimato la bontà dell'obbligo".

 

I dati confermano l'efficacia dei vaccini nel ridurre decessi (96,3%), ricoveri ordinari (93,4%) e in terapia intensiva (95,7%), spiegano i presidenti degli Ordini. Risultati evidenti e solidi.

 

"Abbiamo evidenziato che questo ingiustificato ritardo implica la co-presenza nei servizi ospedalieri, territoriali e di Rsa, di personale sanitario responsabilmente vaccinato e personale sanitario con green pass da tampone, comporta climi complessi nei team e caos organizzativo di cui si fanno carico i coordinatori anziché dedicarsi alle funzioni proprie di supervisione degli standard assistenziali e di gestione del personale". Aggiungono Ioppi e Pedrotti. "E' necessario dare immediata e completa applicazione alla norma, attraverso la notifica degli accertamenti di inosservanza dell’obbligo vaccinale ai sanitari non ancora vaccinati (e che non hanno motivazioni sanitarie valide ai fini di un’esenzione) e quindi procedere alla sospensione anche in segno di rispetto di quegli operatori responsabili".

 

Un appello, rinnovato con forza, è rivolto agli operatori non ancora vaccinati e che rappresentano una minima parte degli iscritti, è quello di aderire il prima possibile alla campagna. "Per la tutela della propria salute e quella degli altri, soprattutto per la sicurezza delle persone fragili assistite quotidianamente. Vaccinarsi, come professionisti sanitari, rappresenta un preciso dovere etico e deontologico".

 

Le sospensioni creano inevitabilmente dei problemi organizzativi ma anche la presenza nelle corsie di vaccinati e non vaccinati crea tensione nei reparti. "Le assenze dei professionisti perché sospesi impattano sui colleghi con un aumento del loro impegno tra turni più frequenti e più lunghi, spesso insostenibili, ma anche sul sistema sanitario nel complesso fino a determinare, come già accaduto in alcuni contesti, alla rimodulazione di posti letto con conseguente riduzione dell’offerta di cure ai cittadini: questi effetti sono deontologicamente non accettabili", continua Pedrotti, mentre Ioppi aggiunge: "Gli operatori che hanno aderito alla campagna devono essere rispettati perché hanno aderito alla campagna per evitare un'ulteriore ondata che può paralizzare e bloccare una comunità come accade in altri Paesi: serve un approccio fermo e coerente".

 

Bene, invece, l'estensione dell'obbligo di Green pass. Con la certificazione verde il Trentino è primo in Italia per nuovi vaccinati: in una settimana sono stati 6.437 ogni 100.000 abitanti (Qui articolo), cresciuto anche il numero di tamponi eseguito.

 

"C'è un duplice vantaggio - evidenzia Ioppi - la popolazione si vaccina oppure esegue un tampone regolarmente. E questo risponde alle richieste di un anno fa di un monitoraggio intensivo. Se prima i test venivano utilizzati come strumento di diagnosi, adesso questo livello di screening permette di trovare e intercettare anche gli asintomatici. La certificazione verde porta risultati, oltre che essere una soluzione osservata con interesse e ammirazione anche da altri governi".

 

Sul fronte infermieristico sono 122 gli operatori sospesi, di questi poi circa il 20% si è vaccinato e altri 5% sono esentati per motivate condizioni cliniche. Intanto l'Azienda provinciale per i servizi sanitari interviene, attraverso una nota, per rassicurare gli Ordini professionali e i sindacati sulle procedure dei prossimi giorni.

 

"Il cronogramma non subisce modifiche rispetto a quanto a suo tempo previsto. Entro mercoledì della prossima settimana saranno completati gli incroci dei nominativi con gli inviti vaccinali ed entro la fine della settimana saranno firmate le lettere di sospensione rispettando quanto illustrato ai sindacati e al personale che prevedeva il completamento della procedura degli accertamenti per tutti gli operatori sanitari del Trentino entro la fine di ottobre. Tanto si comunica al fine di rassicurare gli ordini professionali e le organizzazioni sindacali, che verranno incontrate sul tema la prossima settimana, ma anche gli operatori sanitari che si sono vaccinati e informare correttamente coloro che invece a tutt'oggi hanno deciso di non aderire alla campagna vaccinale".

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