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Svastiche contro la Fiom sulle bacheche sindacali e il segretario Guarda ribadisce: ''No ai tamponi a pagamento per i lavoratori, sì all'obbligo vaccinale''

Il segretario della Fiom replica all'articolo de il Dolomiti di qualche giorno fa ribadendo la sua posizione di ambiguità rispetto all'attuazione del green pass. Intanto denuncia quanto accaduto in qualche azienda con volantini della Fiom Cgil imbrattati con simboli nazisti e spiega: ''Vandalismi, offese e calunnie, corredati da simboli neonazisti, la dicono lunga anzitutto su chi li ha messi in atto tanto più quando ad essere presi di mira sono delegati sindacali democraticamente eletti dai lavoratori''

Di Luca Pianesi - 16 ottobre 2021 - 08:52

TRENTO. ''Svastiche contro la Fiom sulle bacheche sindacali'', questa la denuncia del sindacato della Cgil che aggiunge: ''Presi di mira i nostri delegati democraticamente eletti''. Da settimane i delegati e le delegate della Fiom in tutta Italia sono oggetto di pesanti offese e calunnie sui luoghi di lavoro. Non fa eccezione nemmeno il Trentino dove in realtà il segretario Michele Guarda ha detto e ribadito (anche nel testo che pubblichiamo in fondo a questo articolo), la sua posizione nei confronti del green pass molto vicina a quella di chi protesta oggi in piazza: a favore dell'obbligo vaccinale altrimenti di totale contrarietà ai tamponi a pagamento per i lavoratori.

 

Un paradosso, come avevamo scritto nell'articolo dal titolo La Fiom-Cgil: ''Rendere i vaccini obbligatori. Se lo Stato non ha il coraggio di farlo non può costringere le persone a farsi i tamponi per lavorare''  al quale Guarda replica ribadendo punto per punto le stesse cose che avevamo riportato nell'articolo (QUI PER LEGGERE). 

 

Guarda chiede l'obbligo vaccinale cosa irrealizzabile, almeno fino ad oggi, senza che lo Stato attui poi azioni di coercizione e punizione verso chi non si adegua a quell'obbligo facendo, di conseguenza, esplodere la rabbia sociale in maniera deflagrante e in quel caso davvero violenta. E aggiunge che se lo Stato non ha il coraggio di fare questo allora deve garantire i tamponi gratuitamente a chi non vuole vaccinarsi, cosa che, però, appare ingiusta verso tutti quei cittadini che il vaccino se lo sono fatto senza problemi e che non si capisce per quale ragione dovrebbero pagare i test a chi non vuole farsi il vaccino che è gratuito (quindi non c'è nessuna lesione di diritti al lavoro o discriminazione visto che la possibilità di accedervi è garantita a tutti in egual misura) e perfettamente assicurato dallo Stato in maniera semplicissima e indolore (se si toglie la puntura sul braccio e per qualcuno qualche linea di febbre per qualche ora successiva).

 

Guarda torna a chiedersi se l'obbligo di green pass sia un mezzo per far vaccinare le persone? Certo che sì, ovviamente: ti propongo una strada facile, gratuita e garantita e una più difficile, a pagamento e che devi gestirti da solo. E' chiaro che sto cercando di spingerti verso la prima strada che è quella che permette a tutta la collettività di tornare a vivere come prima della pandemia. E' una misura sanitaria che serve sul luogo di lavoro? Certo che sì, ovviamente: abbattere i ricoveri, evitare i decessi, ridurre pesantemente il contagio e la circolazione del virus sono risultati che si hanno solo con il vaccino. A meno che non si voglia proseguire con i lockdown, le zone rosse, la circolazione delle persone ridotta il tampone non serve a fare quanto dicevamo qui sopra ma solo a stabilire (con anche margini di errore) che in quell'istante non si è contagiati. Due minuti dopo, però, lo si potrebbe essere entrando in contatto con un positivo.

 

Ribadiamo che dire ''siamo per l'obbligo vaccinale ma se lo Stato non ha il coraggio di farlo deve garantire i tamponi gratuiti per il lavoro'' è buttare la palla in tribuna e non essere d'aiuto né in un senso né nell'altro. Altro discorso sono le svastiche comparse sulle comunicazioni sindacali affisse in alcune aziende e gli insulti ai delegati che vanno condannati senza se e senza ma. Si tratta di atti prevaricatori, violenti e ignoranti, ingiustificabili sotto ogni punto di vista (come sono deprecabili gli insulti e le manifestazioni contro i giornalisti come accaduto alla sede della Rai e anche quella de il Dolomiti).

 

La Cgil del Trentino, d'altronde, con il segretario Grosselli si è esposta più volte e in maniera chiara e senza ambiguità, nel suo caso, chiarendo che la posizione del sindacato Cgil è di sostegno totale alla campagna vaccinale che ci sia o no l'obbligatorietà del green pass. ''Esercitando la libertà di non vaccinarsi si mette a rischio la salute di tutti e l'impegno del sindacato è quello di far capire al maggior numero di persone l'importanza dell'adesione alla campagna vaccinale”, ha detto a il Dolomiti.

 

Guarda, invece, ribadisce che: "Vandalismi, offese e calunnie, corredati da simboli neonazisti, la dicono lunga anzitutto su chi li ha messi in atto tanto più quando ad essere presi di mira sono delegati sindacali democraticamente eletti dai lavoratori. Ribadiamo la nostra posizione – prosegue Guarda – di contrarietà ai tamponi a pagamento a carico dei lavoratori (ad esempio oggi alla Dana di Rovereto sono state indette, dalla RSU a maggioranza Fiom, 8 ore di sciopero per chiedere che sia l'azienda a pagare i tamponi) e a favore dell'introduzione dell'obbligo vaccinale, separando la giusta campagna per la diffusione delle vaccinazioni dall'inalienabile diritto al lavoro".

 

"La pandemia viene usata – conclude Guarda – per dividere il mondo del lavoro, divisioni che hanno sempre l'effetto di indebolire il movimento sindacale, peraltro in un periodo storico, il nostro, in cui le differenze sociali continuano ad acuirsi. Anche per questa ragione saremo domani a Roma, per manifestare per il lavoro, contro ogni rigurgito di fascismo".

 

 

Sono d'accordo anch'io che se tutti si vaccinassero non saremmo qui a versare inchiostro. Ma che razza di ragionamento è? A ilDolomiti sfugge forse quello che sta accadendo in questi giorni nel nostro Paese? Le proteste, la rabbia, il rischio della paralisi di aziende e servizi, persino le derive eversive. Magari tutto questo durerà tre giorni e poi rientrerà, o magari il Governo sarà costretto ad intervenire per evitare che la situazione degeneri. Io non ci trovo proprio nulla su cui ridacchiare citando Khaby Lame.

Il vaccino obbligatorio chiesto da Cgil, Cisl e Uil, a differenza di quello che ilDolomiti lascia credere, non vuol dire che i carabinieri andrebbero a casa dei non vaccinati a far loro una puntura con la forza. Né vuol dire che i no-vax sarebbero trattati da criminali. L'obbligo vaccinale vorrebbe solo dire che i non vaccinati incorrerebbero in una multa, come già accaduto con l'obbligo per i minori.

Ci si chiederà allora qual è la differenza tra obbligatorietà e green pass, visto che alla fin fine stiamo sempre parlando di una leva economica per spingere le persone a vaccinarsi. La differenza è che la (giusta) campagna vaccinale verrebbe separata dal (inalienabile) diritto al lavoro. Che le persone si vaccinino o meno, a nessuno verrebbe impedito di lavorare: l'Italia non rischierebbe di fermarsi, né le aziende, né i servizi. E noi riteniamo che, separando la questione vaccini dal diritto al lavoro, la rabbia e le lacerazioni a cui stiamo assistendo sarebbero molto meno accentuate. Inoltre, l'obbligo sarebbe uguale per tutti, lavoratori, pensionati e casalinghe, impiegati della provincia e sommozzatori, metalmeccanici e portuali, e di conseguenza la campagna vaccinale procederebbe con maggior successo.

D'altronde, come non vedere l'attuale contraddizione? Il green pass serve per convincere i lavoratori a vaccinarsi facendo leva sui soldi, o serve per evitare i contagi nei luoghi di lavoro? Ci si risponda in modo chiaro. Perché se la risposta è la prima, allora è evidente che coi tamponi pagati dalle aziende (come tante hanno scelto di fare, persino su suggerimento del Governo!) si rende del tutto inefficace il green pass. Se la risposta è la seconda, allora vuol dire che il green pass è
un "dpi", e quindi i tamponi vanno pagati dalle aziende, ma allora il green pass nulla c'entra con la campagna vaccinale.

Si può pure sfottere la Cgil perché ha assunto una posizione apparentemente contorta: la verità è che i problemi sono complessi, e i fatti di questi giorni lo dimostrano. Ciò che preoccupa la Cgil è che la pandemia venga usata, come sta accadendo, per dividere il mondo del lavoro, divisioni che hanno sempre l'effetto di indebolire il movimento sindacale, peraltro in un periodo storico, il nostro, in cui le differenze sociali continuano ad acuirsi.

Forse per ilDolomiti, e per tanti altri, c'è da rallegrarsene. Per me no.

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